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Lazarus Musical speciale

Lazarus il musical: l’ultimo Sipario

LAZARUS un musical di David Bowie e Enda Walsh

Lazarus è il musical fortemente voluto da David Bowie e realizzato in collaborazione con Enda Walsh. La prima del musical ha avuto luogo il 7 Dicembre 2015 a New York ed è stata l’ ultima apparizione pubblica di David. Assume una particolare importanza perché è uno degli ultimi lavori di Bowie prima della sua scomparsa il 10 Gennaio 2016.

Il musical, che utilizza diciotto brani tratti dal repertorio di Bowie, è il sequel del romanzo L’ Uomo Che Cadde Sulla Terra di Walter Tevis, ed è imperniato sul personaggio alieno Thomas Jerome Newton, che Bowie aveva impersonato nel 1976 nell’ omonimo film di Nicolas Roeg. Newton, venuto sulla Terra nel tentativo di salvare la sua famiglia dalla terribile siccità del suo pianeta d’ origine, fallisce e rimane intrappolato per sempre sul nostro pianeta, diventando un alcolista.

Ambientato nell’ appartamento di Thomas Jerome Newton nell’ East Village a New York, lo spettacolo dura circa 1 ora e 50 minuti senza intervallo.

Prodotto da Robert Fox/Tintoretto Entertainment

La Produzione di New York, New York Theatre Workshop

Lazarus è andato in scena al New York Theatre Workshop per circa un mese e mezzo, dal 7 Dicembre 2015 (ultima apparizione pubblica di David) al 20 Gennaio 2016. Come è accaduto per il contemporaneo album di Blackstar (con cui il musical condivide il brano Lazarus), la maggior parte dei contenuti sono stati tenuti segreti fino alle anteprime di fine Novembre 2015. I biglietti di tutte le rappresentazioni sono andati sold-out entro poche ore dalla loro messa in vendita. L’ ultimo giorno di rappresentazione il Sindaco di New York ha proclamato il 20 Gennaio  “Bowie Day” in onore dell’ artista scomparso, dando l’ annuncio la sera stessa in Teatro.

New York Cast:

Michael C. Hall * Newton

Cristin Milioti * Elly

Michael Esper * Valentine

Charlie Pollock * Michael

Sophia Anne Caruso * Girl

Bobby Moreno * Zach

Lynn Craig * Maemi

Nicholas Christopher * Ben

Krystina Alabado * Teenage Girl # 1

Krista Pioppi * Teenage Girl # 2

Brynn Williams * Teenage Girl # 3

La Produzione di Londra, King’s Cross Theatre

Nel Luglio 2016 viene annunciato che Lazarus andrà in scena a Londra, città natale di David. Le rappresentazioni londinesi hanno avuto luogo al King’s Cross Theatre dal 8 Novembre 2016 al 22 Gennaio 2017. La produzione di Londra ha mantenuto Ivo Van Hove alla regia e alcuni degli attori del cast newyorchese, come Michael C. Hall, Sophia Anne Caruso, Michael Esper.

London Cast:

La Genesi (di Robert Fox, Produttore)

Lazarus musical robert FoxNel 2005 David mi consegnò una copia del Romanzo “L’ uomo che cadde sulla terra”. Senza alcuna spiegazione me lo passò semplicemente mentre stavo per lasciare il suo appartamento.

Non abbiamo più affrontato l’ argomento fino a quando non ci siamo incontrati a Londra nel 2013. Mi aveva invitato in albergo per un tè, e appena ci siamo seduti al tavolo apparecchiato con scones e dolcetti di ogni tipo, disse che voleva fare un musical e che tutto quello che sapeva era che si sarebbe intitolato Lazarus, e che sarebbe stato incentrato sul personaggio che aveva interpretato nel film L’ uomo che cadde sulla terra, Thomas Jerome Newton, rimasto intrappolato sul nostro pianeta.

La sua successiva domanda, dopo avermi sentito rispondere che naturalmente ero interessato, fu: “E adesso che facciamo?”

La mia risposta fu che avevamo bisogno di un autore.

Dato che Enda Walsh  mi era già venuto in mente all’ inizio della nostra conversazione su Newton intrappolato sulla Terra, Enda fu naturalmente il primo nome che gli feci. Sembrava infatti avere tutte le qualità di drammaturgo che facevano al caso di David e della storia che avrebbero dovuto sviluppare insieme.

Poi chiese se avevo altre idee e decidemmo che gli avrei inviato una lista di altri autori che ritenevo adatti, ma lasciai l’ incontro convinto che Enda sarebbe stato perfetto.

Nei mesi che seguirono, David non si fece sentire molto, ma mi disse che aveva ricevuto la lista e che avrebbe letto i loro lavori.

Dopo un altro paio di mesi, ricevetti una email che diceva: “ Enda è la persona giusta.”

E così ebbe inizio il tutto. Enda ed io andammo a New York per incontrare David e come avevo sperato ci fu una immediata sintonia  e un fiorire di idee.

Poco dopo incontrai Ivo Van Howe per discutere un altro progetto che voleva sviluppare. Stava per iniziare le prove della sua stupefacente produzione “A view from the bridge” al Young Vic. Andai a vederlo e capii dopo pochi minuti che lui e il suo scenografo Jan Verseyweld erano le persone adatte ad unirsi a David e Enda nella realizzazione di Lazarus. Fortunatamente venne fuori che Ivo era sempre stato un grande fan di David e che lui e Jan da giovani erano andati a New York per vederlo in The Elephant Man.

Fissammo dunque una riunione con David e Enda per incontrare Ivo, durante la quale gli lessero la prima bozza di Lazarus recitando loro stessi tutte le parti.

Come produttore, la mia speranza e ambizione è sempre quella di assicurarmi che si formi un gruppo il più affiatato possibile, in modo che il progetto ottenga il miglior risultato da un punto di vista creativo. Questo non è affatto semplice, soprattutto quando si lavora a qualcosa di nuovo e ad un musical in particolare.

Avere avuto la possibilità di lavorare su Lazarus con David, Enda e Ivo, insieme al favoloso cast e al team creativo che ha realizzato la produzione allo stimolante New York Theatre Workshop, è stato per me un incredibile privilegio.

Siamo davvero una squadra multietnica ed un grande esempio di come non ci siano confini o barriere quando si fa teatro.

Ma naturalmente c’è un grosso vuoto all’ interno del gruppo e un elemento di immensa tristezza, David non è qui a Londra per vedere ciò che desiderava tanto: Lazarus che cresce sera dopo sera nella sua città natale.

(dal Programma del King’s Cross Theatre)

La sceneggiatura (di Enda Walsh, co-autore)

Lazarus musical Enda WalshDavid Bowie mi ha girato un documento di quattro pagine per iniziare a scrivere una nuova storia con le sue canzoni, basata sul personaggio di Thomas Newton, dal romanzo di Walter Tevis, L’ Uomo Che Cadde Sulla Terra, che David ha notoriamente interpretato nel film di Nicolas Roeg.

Nella stanza c’ erano il produttore teatrale e cinematografico Robert Fox e il braccio destro di David, Coco Schwab. Quando ho iniziato a leggere le quattro pagine, c’ era molto silenzio nella stanza.

In precedenza, mi ero sentito molto calmo e distaccato, mentre camminavo con Robert verso l’ abitazione di David, salendo con l’ascensore, o quando la porta dell’ufficio così “scandalosamente larga” si era aperta e Mr. David Bowie se ne stava lì in piedi. Mi abbracciò e la prima cosa che mi disse fu “Sei nei miei pensieri da tre settimane”. Ci siamo seduti e abbiamo chiacchierato del mio lavoro (aveva letto tutto), del perché scrivessi così e di quali temi continuassero a riaffiorare nei miei copioni come un fastidioso prurito. Ho passato quella mattinata e la prima ora dell’incontro in uno stato di serena autostima.

Fu solo nel momento in cui disse “Qui è da dove vorrei partire” porgendomi quelle quattro pagine, che realizzai di essere seduto di fronte a un’ icona culturale, l’ uomo che così tanto aveva creato e che altrettante persone aveva influenzato. Questo dannato genio. Il “fottutissimo” David Bowie. Mi sentivo come un bambino e, in quel momento di silenziosa “lettura” un bambino che una volta sapeva leggere le parole ma si era dimenticato come fare. Analizzai la prima pagina ma tutto quello che sentivo era un’ interferenza, le mie insicurezze mi urlavano dentro.

Smisi di leggere, feci un profondo respiro, e ricominciai dalla prima riga.

David aveva creato tre nuovi personaggi intorno a Thomas Newton (l’ alieno arenato, apparentemente immortale e definitivamente intrappolato). C’era una Ragazza che poteva o non poteva essere reale, un “assassino di massa” chiamato Valentine; e il personaggio di una donna che pensava di essere Emma Lazarus (la poetessa americana la cui poesia The New Colossus è scolpita sulla base della Statua della Libertà), una donna che avrebbe aiutato Thomas Newton e si sarebbe innamorata del più grande viaggiatore tra gli immigrati.

Al centro delle quattro pagine c’ era un’ immagine semplice e potente. Thomas Newton avrebbe costruito un razzo dal nulla. La sua mente, ulteriormente devastata, lo avrebbe torturato e preso in giro con il sogno della fuga; e dalla sua prigione, la sua stanza in una grande torre, Newton avrebbe tentato di fuggire un’ ultima volta.

Qui è da dove siamo partiti.

Parlammo dei personaggi e dei temi del libro. Di isolamento e pazzia, abuso di droghe e alcolismo e del tormento dell’ immortalità. Parlammo tanto della bellezza dell’ amore incondizionato e della bontà. Di personaggi che perdevano il controllo, della storia che scivolava in un’ oscura tristezza e improvvisa violenza. Di personaggi che facevano discorsi insulsi sugli snack televisivi, del quotidiano che sfocia in tragedia greca. Di cose celestiali e disgustose.

Nei primi incontri Coco se ne stava zitta e ci ascoltava, finché, non potendo forse più sopportarci, chiese: “Sì, ma poi che succede?”. Era una domanda giusta e ci saremmo arrivati anche noi, solo che non eravamo ancora lì. Avevamo bisogno di capire il senso dei temi della storia, la sua atmosfera e la sua ambientazione. Il percorso narrativo di un uomo che vuole lasciare la Terra, aiutato da qualcuno e fermato da altri, era lì in quelle quattro pagine e sarebbe poi rimasto nel copione, ma gli avvenimenti della storia sarebbero emersi più tardi.

E poi c’erano le canzoni.

David mi dette un fascicolo di testi e CD che aveva messo insieme. “Alcune di queste le conoscerai”. Era una cosa tremendamente buffa da dire. Avremmo concepito la storia insieme ma all’ inizio voleva che fossi io a scegliere le canzoni che avremmo usato. Immagino che avesse convissuto con alcune di esse per anni e che dovessero esserci per lui delle associazioni inamovibili. Forse sarebbe stato più facile per me ascoltarle con distacco da una prospettiva puramente narrativa.

I suoi versi spesso ci arrivano frammentati e oscuri, per cui raramente ascoltavo le parole per adattarle alla storia. Mi sono basato piuttosto sull’emozione, il ritmo e l’ atmosfera di quei brani per far cavalcare ai personaggi quell’ onda emotiva e stabilire così un contatto con la loro anima, da dove avrebbero potuto raggiungere poeticamente quegli strani luoghi.

Parlammo della forma, dato che la trama risultava spezzettata e un po’ scollegata. Di una persona che muore e degli attimi prima della morte, di cosa succeda nella sua mente e di come tutto ciò avrebbe potuto essere rappresentato sul palco. Cominciammo parlando di fuga ma finimmo con una persona che cerca di trovare riposo. Di morire in modo più facile.

Newton avrebbe passato i suoi ultimi momenti cercando di fermare la sua mente opprimente che lo aveva tenuto in vita. Fisicamente non ci importava se fosse sulla Terra o tra le stelle nel finale. Volevamo che Newton – alle sue condizioni – si sentisse placato.

Non importa come nascono le commedie, finisci sempre col parlare di te. David era sicuramente il più eccellente dei mutanti, e anche un magnifico collaboratore, uno che sapeva dirigere i suoi colleghi verso direzioni che loro stessi non avevano ancora intravisto, ma per me è rimasto molto sul personale in questo lavoro e ha parlato di dove era esattamente in quel momento in termini estremamente sinceri.

Lazarus è arrivato a entrambi con la sua propria forza, forma ed emozione. E’ un sogno strano, difficile e a volte triste che Newton deve affrontare, ma il premio finale è la sua pace.

(dal Programma del King’s Cross Theatre)

lazarus musical copioneLa traduzione del copione del musical Lazarus

Idealmente il seguito del romanzo L’Uomo che cadde sulla terra di Walter Tevis, “Lazarus” sembra quasi un pretesto per raccontare in un musical la propria parabola terrena prima della morte.

Il musical di Lazarus si snoda attorno a 18 brani di David Bowie. La comprensione dei dialoghi che legano un brano all’ altro è essenziale per capire il messaggio che David Bowie ci ha voluto lasciare.

Nel tradurre il copione ci siamo resi conto che più volte alcuni versi erano stati cambiati rispetto alle versioni originali dei brani, probabilmente per essere adattati al musical. Queste variazioni sono segnalate in blu corsivo.

Scarica qui l’esclusiva traduzione integrale della sceneggiatura che non troverete da nessun’altra parte: Lazarus copione

Un viaggio emotivo senza precedenti!

Per Aspera ad Astra

La notizia, battuta nel luglio 2016, che “Lazarus” sarebbe arrivato nel vecchio continente e proprio nella città che ha dato i natali a David Bowie apriva ai fans europei la possibilità di assistere al musical dopo la breve stagione newyorkese. Le reazioni a dir poco contrastanti che lo spettacolo aveva suscitato sia nella sua leg statunitense che subito dopo la première londinese mi avevano reso un po’ disincantato al riguardo, ma la lettura dello script ufficiale rilasciato il 10 novembre scorso aveva al contrario acceso in me molta curiosità e fugato ogni dubbio. Dopo un continuo rimandare, ho effettuato la trasferta londinese, per una singolare coincidenza del destino, proprio per assistere alla replica del 10 gennaio, ad un anno esatto dalla scomparsa di David Bowie, una data simbolica che rendeva l’attesa ancor più emozionante.

Lazarus musical al King's Cross Theatre di LondraEd eccoci dunque alla sera dello spettacolo, di fronte alla gigantografia del cartellone che fodera il King’s Cross Theatre (teatro “pop-up” da quasi mille posti), un angolo di cielo stellato blu-violaceo su cui si staglia la scritta Lazarus giusto a due passi dall’affollata stazione di King’s Cross. Finalmente si entra e prendiamo posizione nella tutto sommato piacevole sala, i posti non sono male, belli centrali, il palco è tutto ben visibile…il tempo di sedersi e mi accorgo che il bravissimo Michael C.Hall, l’attore che interpreta il ruolo del protagonista Thomas Jerome Newton, è già in scena, indossa un anonimo pigiama beige, così come è smorta e scarna tutta la scenografia in cui spiccano due vetrate, dietro le quali prenderà posto la band che esegue dal vivo la parte musicale, ed uno schermo centrale. Sul palco pochissimi arredi: sulla sinistra un letto sfatto, a destra un frigorifero aperto e ben fornito di gin e in un angolo un giradischi con alcuni vinili di Bowie sparsi a terra e appoggiati al muro. Hall / Newton si muove inquieto, fa e disfa il letto, si trascina qua e là come alla ricerca di qualcosa, finché si distende per terra avvolto in un lenzuolo e rimane lì immobile per diversi minuti finché tutto il pubblico ha raggiunto i propri posti. Poi…buio totale in sala. Ci siamo.

Lo schermo centrale si accende e siamo assaliti da una cacofonia di frequenze televisive disturbate ed immagini spezzate e distorte che si stabilizzano su fotogrammi di Mary Lou, il grande amore terreno di Newton. In più occasioni saranno proprio le immagini provenienti da esso a fondersi con il plot in un continuo alternarsi di realtà parallele, di salti temporali, di aperture cosmiche e claustrofobiche disperazioni, di amore assoluto e male altrettanto assoluto. Avvertiamo da subito che niente sarà facile e scontato nella rappresentazione…

Lazarus Musical il libro L' uomo che cadde sulla terra di Walter Tevis Urania ed. 1964“Lazarus” è infatti l’intrigante ma denso e conturbante risultato delle personalità geniali, ognuna nel proprio ambito, di Bowie, dello sceneggiatore Enda Walsh e del regista Ivo Van Hove. Bowie, seppur piegato dalla malattia, con uno straordinario e commovente sforzo creativo ha voluto lasciarci anche il “suo” musical, forma teatrale che ha sempre accarezzato e agognato in vari momenti della sua carriera artistica, ma che non era mai riuscito a realizzare. A più di 50 anni dal romanzo originale di Walter Tevis e a 40 dal film di Nicholas Roeg che lo ha visto fornire la sua miglior prova come attore, Bowie ha scelto di riprendere le fila dell’infelice storia del migrante interstellare Newton, forse per concludere anche quel capitolo rimasto in sospeso, per liberare quel personaggio, così come ha fatto in “Blackstar” con l’altrettanto triste epopea di Major Tom. Ma soprattutto la scelta del soggetto rivela anche inattesi aspetti autobiografici.

L’alieno caduto nel Kentucky è ancora prigioniero sulla Terra, sempre più isolato nel mondo, chiuso nel suo appartamento, in preda alla depressione e vittima dei suoi fantasmi e della dipendenza dal gin, un “moribondo che non riesce a morire”. In questa situazione disperata, Newton riceve segnali dal passato attraverso la TV, capta visioni del futuro generate dalla sua mente, mescola realtà e sogni ad occhi aperti con la stessa facilità con cui si scola un bicchiere di gin dopo l’altro, e si trascina compulsivamente tra il distruttivo ricordo dell’amata Mary Lou (di cui conserva morbosamente alcuni abiti) e la struggente nostalgia per il suo pianeta, senza soluzione di continuità. Vari personaggi (fantasmi? proiezioni mentali?) si aggirano nello spazio claustrofobico dell’appartamento di Newton (o nel continuum devastato della sua mente?): l’assistente Elly, in crisi col marito Zach, affascinata da Newton, che cercherà senza successo di sostituirsi a Mary Lou tingendosi i capelli blu elettrico e indossandone la camicetta; la coppia perfetta ed innamorata formata da Ben & Maemi, quasi un contraltare di quella fallimentare composta da Elly & Zach; il perfido Valentine, omicida di massa, un “agente della morte” il cui unico scopo è seminare il male; le tre teenage girl, enigmatiche figure da coro greco che assieme a Valentine sembrano muovere i fili invisibili che faranno precipitare gli eventi; ma soprattutto Girl, l’eterea ed immaginaria ragazzina dai capelli biondi che irrompe nella squallida esistenza di Newton con la singolare missione di aiutarlo ad andarsene, il cui sacrificio sarà anche la sua liberazione:

Lazarus musical set“’cause we’re free now / and that is a fact / Yes we’re free now / and that is that…” (Perché siamo liberi adesso / e questo è un fatto / Sì siamo liberi / ed è proprio così) – cantano Newton e Girl sulle note di “Heroes” con una significativa variazione di testo rispetto all’originale (la prima persona plurale rimanda tra l’altro al lettering di LazarUS).

Nel momento in cui ricorda il suo nome e poi nella dolcissima rievocazione della passeggiata sulla collina del pianeta Anthea, Girl diventa Marley, doppio immateriale della figlia di Newton:

“So, Marley – do you think we can get lost in these stars?” (Dunque, Marley – pensi che potremo perderci tra queste stelle?) dice Newton.
“Speak some more – and we’ll travel on (Parla ancora un po’ – e continueremo a viaggiare), gli risponde Marley come una bambina che aspetta il racconto di una favola per addormentarsi.

L’uomo caduto sulla Terra adesso può finalmente lasciarsi andare e perdersi tra le stelle.

Ad occuparsi della sceneggiatura è stato il talentuoso drammaturgo irlandese Enda Walsh, fortemente voluto da Bowie, che ha realizzato un copione criptico e multidirezionale, partendo delle idee abbozzate da David nei quattro fogli del loro primo incontro, in cui sono inserite, a volte in modo forzato ma più spesso in spettacolare consonanza con la narrazione, 18 canzoni dal repertorio di Bowie compresi i quattro brani scritti appositamente per Lazarus Musical cast e Band“Lazarus”. Inutile dire che la parte recitata, pur essendo il cast composto da bravi professionisti, è spesso oscurata dalla bellezza delle parti musicali. La band condotta da Henry Hey (già con Bowie nell’album “The Next Day”) è perfetta nell’esecuzione, con arrangiamenti generalmente rispettosi degli originali ma con alcune interessanti riletture (“Changes”, The Man Who Sold The World” riesumata nella versione trip-hop del tour di “Outside”, la conclusiva “Heroes” spoglia e toccante). Con un simile apporto, lontano anni luce da un temuto effetto-jukebox, non sorprende quindi che le performance cantate raggiungano spesso momenti di eccellenza: Michael C.Hall è molto bravo nel riprendere i classici stilemi bowiani con un’intensità davvero impressionante (una “Lazarus” da brividi, una “Where Are We Now?” elegiaca alla massima potenza); la giovanissima Sophia Anne Caruso (nel ruolo chiave di Girl) incanta con la sua voce incredibilmente potente mentre Michael Esper (Valentine) è superlativo nel tratteggiare anche vocalmente la cattiveria del suo personaggio. Ma tutto il cast in generale è davvero affiatato e “nella parte”: le scene corali (“All The Young Dudes”, “Absolute Beginners”) sono veramente ben riuscite.

L’intreccio, mai parola fu più azzeccata, si snoda e riannoda per quasi due ore in varie direzioni, alcune evocative e pertinenti, altre oblique e spiazzanti, con frequenti cambi di identità dei personaggi. Bizzarra la scelta di dare rilievo in alcuni punti a dialoghi quasi inutili che rubano spazio a situazioni all’apparenza più importanti, accennate e poi messe da parte, irrisolte. I già fumosi piani narrativi sono continuamente sconvolti o mescolati, a tratti si ha la sensazione di stare a guardare un televisore mentre qualcun altro cambia continuamente canale, oppure come avviene in una delle scene più famose de “L’Uomo Che Cadde Sulla Terra” di guardare più schermi contemporaneamente. I video(clip) proiettati (con un singolare cameo dell’attore Alan Cumming) sono collage di immagini dal passato (di Newton ma anche di Bowie), presagi del futuro o rappresentazioni del desiderio primario del protagonista, quello di poter tornare a casa, sul suo pianeta e ricongiungersi alla famiglia.

Lazarus Musical setLa regia di Ivo Van Hove, uno dei più acclamati registi d’avanguardia del momento, assistito per il set design dal fido collaboratore Jan Versweyveld, è il collante di questo disorientante coacervo di testo e musica, appagando l’occhio con soluzioni spesso efficaci ed emozionanti: la struggente immagine di Mary Lou che sorride dallo schermo, restituendoci di rimando l’infinita tristezza di Newton per quell’amore perduto; l’irruzione prima in video poi sul palco di una geisha e della sua cerimonia del thé nella sequenza imperdibile di “It’s No Game”; i palloncini neri che invadono la scena e scoppiano nell’oscurità uno ad uno come gli spari del massacro di Columbine (o di Valentine) quando il male assoluto prende il sopravvento; l’irruzione del verso “Blue, blue, ‘lectric blue” da “Sound And Vision” (unico brano con la vera voce di Bowie) proprio quando la scena si tinge di rosso sangue; il latte che sgorga dal corpo di Girl quando viene uccisa, che si trasforma in una milky way su cui lei e Newton scivolano e sguazzano da un lato all’altro del palco. E soprattutto la semplice ma geniale idea del razzo che Girl costruisce sul pavimento con del nastro adesivo (e che viene contemporaneamente proiettato sullo schermo): è la porta per le stelle sulla quale Newton si adagia nel finale, per affrontare l’agognato viaggio interstellare che sebbene puramente immaginario, fatto di fantasia e con la fantasia, lo affranca da tutta la miseria umana conosciuta durante la sua permanenza sulla Terra, rendendolo libero. Finalmente libero.

Lazarus musical final set photo KingSullo schermo rimane il piccolo razzo disegnato che sale lentamente, sempre più su, verso il cosmo…poi tutto si spegne e quando le luci si riaccendono compare al centro della scena la splendida foto di Bowie scattata da Jimmy King in cui David accenna un saluto, legando così indissolubilmente gli ultimi istanti di Newton agli ultimi giorni di Bowie, anche lui adesso finalmente libero “just like that bluebird”.

Newton (Bowie) finds rest (trova il riposo).

Sipario.

The Lazarus Cast Album

The Lazarus cast Album è la colonna sonora del musical Lazarus rappresentato a Broadway al New York Theatre Workshop, scritto e composto da David Bowie e Enda Walsh. L’album include tre pezzi inediti eseguiti da Bowie, No PlanKilling a Little Time e When I Met You.  Per un’ incredibile coincidenza, la registrazione dell’ album, venne fissata mesi prima per l’11 gennaio 2016, il giorno successivo alla morte di Bowie.

Dal Booklet del Lazarus Cast Album:

“…I collaboratori si riunirono per un workshop verso la fine del 2014 e fu in questa occasione che apparve chiaro che il New York Theatre Workshop fosse il luogo ideale per la produzione della prima mondiale. L’intero ciclo di esibizioni andò esaurito in pochi minuti. Il team di Lazarus fu entusiasta di questa calorosa accoglienza e le prove iniziarono nell’ottobre del 2015. La registrazione del Cast Album fu immediatamente fissata per l’11 gennaio 2016. All’arrivo in studio, i musicisti ed il cast rimasero scioccati ed addolorati nell’apprendere la devastante notizia che David Bowie ci aveva lasciati la sera prima. Le registrazioni di quel giorno hanno catturato tutte le emozioni espresse nelle loro interpretazioni.”

 

L’ album è stato pubblicato il 21 ottobre 2016 in CD, vinile e in versione digitale. Si aggiunge poi una chicca per i collezionisti:  una versione limitata nella quale il terzo disco (quello che contiene le quattro versioni originali di Bowie) viene stampato su vinile bianco.

 

Lazarus Cast Album Playlist

Lazarus Cast Album Playlist

CD1
  1. Hello Mary Lou (Goodbye Heart) (Ricky Nelson)
  2. Lazarus (Michael C. Hall & cast di Lazarus)
  3. It’s No Game (Michael C. Hall, Lynn Craig, & cast di Lazarus)
  4. This Is Not America (Sophia Anne Caruso & cast di Lazarus)
  5. The Man Who Sold the World (Charlie Pollack)
  6. No Plan (Sophia Anne Caruso)
  7. Love Is Lost (Michael Esper & cast di Lazarus)
  8. Changes (Cristin Milioti & cast di Lazarus)
  9. Where Are We Now? (Michael C. Hall & cast di Lazarus)
  10. Absolute Beginners (Michael C. Hall, Cristin Milioti, Michael Esper, Sophia Anne Caruso, Krystina Alabado, & cast di Lazarus)
  11. Dirty Boys (Michael Esper)
  12. Killing a Little Time (Michael C. Hall)
  13. Life on Mars? (Sophia Anne Caruso)
  14. All the Young Dudes (Nicholas Christopher, Lynn Craig, Michael Esper, Sophia Anne Caruso, & cast di Lazarus)
  15. Sound and Vision (David Bowie)
  16. Always Crashing in the Same Car (Cristin Milioti)
  17. Valentine’s Day (Michael Esper & cast di Lazarus)
  18. When I Met You (Michael C. Hall & Krystina Alabado)
  19. Heroes (Michael C. Hall, Sophia Anne Caruso, & cast di Lazarus)
CD2
  1. Lazarus (David Bowie)
  2. No Plan (David Bowie)
  3. Killing a Little Time (David Bowie)
  4. When I Met You (David Bowie)

Lazarus sulla stampa

Lazarus musical mojoIl sipario finale, di Paul Trynka

Mojo di dicembre 2016.

Traduzione a cura di Walter Bianco.

Un bell’ articolo di Paul Trynka che analizza il Musical, la partecipazione di Bowie al progetto, e rivela particolari inediti come la scena tagliata dalle rappresentazioni di New York.

 

Fonti:

The King’s Cross Theatre Program

Lazarus – The Complete Book and Lyrics

Le prove al Workshop Theatre di New York:

La “Prima” a New York il 7 dicembre 2015:

 

Le Foto dal set di Lazarus:

 

I video disponibili in rete di alcuni brani di Lazarus: Absolute Beginners, Life on Mars, Changes

 

 

Se avete informazioni o materiale da inviare, scrivete a velvetgoldmine@velvetgoldmine.it

3 commenti

  1. Complimenti! Oggi sono finalmente riuscita a leggere tutto il vostro special. Avete fatto un lavoro ammirevole. Posso solo dirvi grazie …. continuate così! (Essendo un’insegnante, mi viene spontaneo usare il linguaggio che utilizzo con i miei alunni … 😉 )

  2. Ho avuto la fortuna di vederlo a Londra a novembre dello scorso anno
    grazie mille per questa pubblicazione
    La stampo e la terrò insieme a tutto il materiale di Lazarus che ho
    acquistato in quella meravigliosa occasione
    Love David for ever!!!!

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