David Bowie is 17 agosto 2016

DAVID BOWIE IS … PER SEMPRE!

E comincia tutto da qui, da un “sarebbe bello andarci…”, era gennaio, ed è diventato “ma quando cominciano a vendere i biglietti ma dove li vendono ma quanto costano” ed eccomi qua, da quel giorno sono passati diversi mesi, comprati i biglietti, credo fra i primi, la mia amica Rosemary ha prenotato il treno, il più veloce per avere più tempo per lui .. Ormai era fatta, avevamo il giorno il posto l’ora…MAMBO Bologna, ” David Bowie is.”..
Realizzata dal Victoria and Albert Museum di Londra, questa è la prima retrospettiva dedicata alla sua straordinaria carriera; partita da Londra nel 2013 quindi quanto era ancora in vita, dopo essere stata a Chicago, San Paolo, Toronto, Parigi, Berlino, Melbourne e Groningen, arriva qui in Italia come unica tappa nazionale. Sono stati selezionati oltre 300 oggetti originali fra spartiti, appunti accessori e vestiti appartenuti all’artista che maniacalmente conservava proprio perché era nei suoi programmi futuri che si parlasse di lui, e molto!

Vi giuro che l’emozione stava per prendere il sopravvento entrando, il motivo che si presentava spesso è la famosa saetta rosa e blu, citazione del volto truccato per l’album “Aladdin Sane”, diventato un’icona, la mia preferita (oltre al suo volto in “Life on mars ?”)

Ok , entro, la parte iniziale parla di lui acerbo ragazzo biondino , uno qualsiasi , non sapeva cosa sarebbe diventato ma è quello che sognava di diventare : indimenticabile !! E mentre in una parete si proiettano le sue interviste si sente la sua giovane voce raccontare i suoi sogni, dietro vedi te , nell’altra una teca di ricordi, spartiti, bozze di suo pugno con una calligrafia quasi infantile, dischi e di lato costumi, accessori, tutti originali, i suoi !!! Insomma vengo sommersa da emozioni su emozioni, le stanze sono curate nei minimi dettagli, c’è la sala dove proiettano i film a cui ha partecipato, un salone con pareti di filmati di concerti .. Una la parete dove mi sono soffermata più tempo: il filmato originale andato in onda sulla BBC nel luglio 1972 dove un giovane David Bowie canta “Starman” chitarra bluette alla mano perfettamente in tinta con il vestito, tra l’altro esposto là vicino, con gli “Spiders from mars” , questa interpretazione passò alla storia sia come stile musicale al quale moltissimi cantanti si sono ispirati ma sopratutto per un gesto, Bowie che mette il braccio intorno al collo di Mick Ronson davanti al microfono, e lì cantano insieme.  Aprite il link ho trovato il video originale … emozionante:

Ed io come un cartonato sono stata davanti a quelle immagini più che ho potuto, cuffiette in testa (ho perfino superato la prova mentale su “chissà chi le aveva messe prima di me le tengo solo in mano ) mi sentivo anch’io la’ dentro in mezzo al concerto, chitarra e microfono a cantare :

« There’s a starman waiting in the sky
He’d like to come and meet us
But he thinks he’d blow our minds »….

« C’è un uomo delle stelle che sta aspettando in cielo
Vorrebbe venire ad incontrarci
Ma pensa che ci potrebbe sbalordire “

Il vinile di Starman lo ricordo sempre 45 giri, anche quando lavoravo come radio speaker ai tempi del vinile, in radio c’era il 45 giri, solitamente si prendeva quello che era il brano di lancio e solitamente quello di successo, tale uscita poi risaliva al 1972 e poco mi sono chiesta quali altri brani contenesse il 33 giri “the rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”. Poi nella maturità ho potuto apprezzare anche il resto ed in particolare “Ziggy Stardust”

E la romantica “Lady Stardust” :

Ecco, tutto quello che potevo sapere di lui sono state le mie ricerche , prima fra articoli di giornali dedicati alla musica, qualcosa che si sentiva alla TV e poi con l’avvento di internet, sul mio sacro Google, però, un po perché Bowie nasce come artista molto prima che io abbia avuto un gusto musicale, un po perché in italia non ascoltato profondamente, la mostra itinerante “David Bowie is ” mi ha illuminato su di lui, ed ho scoperto un altro pezzo del suo mondo , ho capito che quello che sapevo era una piccolissima parte, dentro quelle stanze c’erano anche gli anni che ho lasciato indietro, c’erano gli anni 60 oltre a quello che conoscevo! La mia grande compagna di viaggio Rosemary, londinese di nascita e di cultura musicale ha poi fatto la sua parte aggiungendo spiegazioni, dettagli, facendomi notare cose sconosciute .. .

ed ecco che entrare alla mostra per me ha significato come lasciare per un po’ la strada delle mie conoscenze, girare allo svincolo per una strada nuova che trova altri dettagli, dei tasselli che ho inserito nella memoria della mia conoscenza!

David Bowie, David Jones il suo vero nome che inizia tutto dalla periferia di Londra con la sua chitarra sicuro di diventare qualcuno, David Bowie polistrumentista, suona 10 strumenti, e’ un attore un mimo uno scrittore ed un costumista un regista un ricercatore … questa un’altra delle cose scoperte alla sua mostra, oltre a tutto quello che è stato detto non tutti sanno che era anche un grande appassionato in campo tecnologico, negli anni 90 lavorò al VERBASIZER, non un disco stavolta ma un software per comporre canzoni, un modo per scambiare e trovare parole da inserire nei suoi testi! Il metodo consisteva nel prendere parole sparse dai giornali, tagliarle, metterle in un contenitore e poi ricomporre i frammenti su un foglio di carta. Fu l’informatico Ty Roberts a trasporre questa tecnica in Verbasizer, usata dall’artista per comporre il disco Outside, del 1995. In un video, su YouTube, Bowie illustra il funzionamento dell’app e spiega in che modo è stata usata per comporre i suoi pezzi.

Nel 1998, il cantante lanciò BowieNet, tramite il quale ogni fan poteva personalizzare la propria homepage e aveva 5 Mb di spazio per esercitare la sua creatività. La piattaforma aveva anche giochi, pezzi inediti e una chat il cui tema dominante era il glam-rock, il genere musicale inventato da David Bowie. Si parla del 1998 … quasi un pioniere dei social!

Dichiarò Bowie: “Volevo creare un ambiente dove non solo i miei fan ma tutti gli amanti della musica potessero essere parte di una comunità”.

Grandi protagonisti, insieme alla musica, sono senza dubbio i costumi, gli involucri delle numerose reincarnazioni di Bowie: il Duca Bianco, Major Tom, Halloween Jack sono lì, davanti a noi, abiti firmati Kansai Yamamoyo con il quale aveva una grande intesa, riuscivano a comunicare anche se lo stilista quasi non parlava Inglese, oppure di Alexander McQueen, fra i miei preferiti, un lungo cappotto preparato con il tessuto stampa della bandiera Inglese usato per il disco ” Earthling”.

Ecco , questo è tutto anche se è solo una parte, riuscire a parlare dettagliatamente e’ impossibile, mille idee girano ricordi precisi e sfumati su qualcosa che mi è sfuggito !

Sono tornata da pochi giorni ma il mio cuore è rimasto la’, credo dovrò ritornarci per riprenderlo , si perché deve essere rimasto appoggiato da qualche parte , sopra una teca di vetro oppure su un suo spartito scritto di pugno o forse nella piega di un vestito sempre visto nei video e nelle copertine dei dischi e che ora era davanti a me! Grandi emozioni mi trasportano in un mondo parallelo , la musica è il mio mezzo❤️.

Graziella Giusto, radio speaker

 

 

 

 

 

5 commenti

  1. Well done Graziella, what a fantastic day we had here. Finding David Bowie, the guy who played me his first LP from his home in Bromley all those years ago….in 1967.
    This was a wonderful exhibition and displayed so well by MAMBO. You have captured the essence of the day, the excitement the fun the tears and laughter – and the love XX

    • Grazie Cara Amica, e’ proprio grazie a te se sono andata a visitare questa mostra, mi sento molto fortunata di aver avuto te e Brian che , Londinesi ed appassionati di musica 60′ 70′ e di David Bowie , mi suggerivate anche altri dettagli . Le tue parole sono nel mio cuore ! Graziella

  2. David applaude a Graziella come sto facendo anch’io… Bravissima

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