David Bowie Italia | Velvetgoldmine.it http://velvetgoldmine.it David Bowie Italia Fri, 31 Aug 2018 05:00:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 http://velvetgoldmine.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/cropped-piccolo-1-32x32.png David Bowie Italia | Velvetgoldmine.it http://velvetgoldmine.it 32 32 Gli appuntamenti di Settembre 2018 http://velvetgoldmine.it/2018/08/bowie-appuntamenti-settembre-2018/ http://velvetgoldmine.it/2018/08/bowie-appuntamenti-settembre-2018/#respond Fri, 31 Aug 2018 05:00:53 +0000 http://velvetgoldmine.it/?p=12833 Settembre è, per molti, il mese del ritorno al lavoro dopo le ferie estive. Cerchiamo magari di addolcire il ritorno con qualche serata dedicata a Bowie. BOWIE BLUEBIRD LIVE @ FRESCO D’ ESTATE 2018 Venerdi 7 settembre 2018 ore 21:30 – Fresco d’Estate, Via Amelia Fanciullacci , Calenzano (FI) Fan toscani, una serata per voi! Nell’area …

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Settembre è, per molti, il mese del ritorno al lavoro dopo le ferie estive. Cerchiamo magari di addolcire il ritorno con qualche serata dedicata a Bowie.

BOWIE BLUEBIRD LIVE @ FRESCO D’ ESTATE 2018

Venerdi 7 settembre 2018 ore 21:30 – Fresco d’Estate, Via Amelia Fanciullacci , Calenzano (FI)

Bowie appuntamenti settembre 2018Fan toscani, una serata per voi!

Nell’area dietro al campo sportivo di Carraia si svolge la festa paesana organizzata dal Circolo ARCI Carraia “Fresco d’Estate”, punto di ritrovo e occasione di festa per l’intero villaggio e fresco rifugio dal caldo per le vicine città.

Il venerdì è dedicato al rock con l’ esibizione dei Bowie Bluebird, cinque musicisti alle prese con la musica di David Bowie. Nessuna volontà di imitazione, ma solo la grande dedizione tipica del fan.

Ingresso libero.

Fresco d’ estate web link

Evento Facebook: link

THE D.I.V.A. BUSKER DUO – OMAGGIO AL DUCA BIANCO, MR. BOWIE 

Venerdi 14 settembre 2018 – Cafe1926 Bistrot, Via Giovan Battista Niccolini 30/R,  Firenze

Bowie appuntamenti settembre 2018Un’altra serata omaggio in terra toscana al grande genio e trasformista, onnipresente alfiere della musica: David Bowie. L’artista inglese che con il suo spiccato estro e la sua teatralità musicale ha cambiato il volto della musica, sarà il protagonista della serata tributo al Cafe 19.26 con The D.I.V.A. in versione duo.
La serata dedicata proporrà una scaletta che andrà a toccare le varie fasi dell’evoluzione musicale, umana ed artistica di questo vero e proprio camaleonte del rock.

Riccardo Mori – voce e chitarra
Alessio Ultima Ratio Ultimarata – voce e percussioni

Evento facebook: link

ALADDIN INSANE LIVE @ HOTEL MERCURE

Venerdì 21 settembre 2018 dalle ore 20:00 alle ore 23:00 – Terrazza Hotel Mercure Roma Centro Colosseo, Via Labicana 144 Roma

Bowie appuntamenti settembre 2018

The blackstars are out tonight. I migliori brani del Duca Bianco e .. oltre.

Non poteva mancare la capitale negli omaggi a Bowie, che questa volta mette a disposizione degli Aladdin Insane la terrazza dell’hotel Mercure, affacciata sul Colosseo. Non è proprio la terrazza della Grande Bellezza, ma siamo lì vicino. Una bella vista, musica meravigliosa e magari, complice un cielo terso, sarà possibile individuare qualche Blackstar.

Ingresso ore 20. Concerto ore 21

Cena a buffet (20 euro) con prenotazione obbligatoria  (posti limitati) al  3384933585 Remo.

Evento Facebook: link

FOREVER 80s: DURAN DURAN DAVID BOWIE MADONNA

Giovedì 27 settembre 2018 ore 21:30 – Kill Joy, Via Appia Nuova 1228, Roma

Bowie appuntamenti settembre 2018Gli Arena Duran Duran Tribute Band , i Mr Ziggy & GlassSpiders David Bowie Tribute Band e la musica della Regina del Pop Madonna (Virgin Tribute Band) vi riporteranno negli anni 80 con brani che hanno fatto la storia del pop, Blue Jean, Let’s Dance, “Heroes”, Save a Prayer, Skin Trade, Notorious, Wild Boys, Into the Groove, Borderline, Like a Virgin e tanti altri.
L’ingresso è libero, ma… chi vuol riservare un tavolo conviene che prenoti.

Infoline  348 553 5771

Ingresso Ristorante ore 20:00
Inizio Live ore 21:00

Evento Facebook: link

MR. ZIGGY & THE GLASSSPIDERS – DAVID BOWIE JUST FOR ONE NIGHT A SALERNO

Venerdì 28 settembre 2018 dalle 21:30 – Circolo Canottieri Irno ASD, Via Porto 41, Salerno

Bowie appuntamenti settembre 2018Per la prima volta a Salerno, su una bella terrazza sulla città, i romani Mr. Ziggy and the GlassSpiders porterano il proprio tributo a Bowie in terra campana.

Che siate o meno Fan di Bowie, una serata con Mr. Ziggy and the GlassSpiders e i loro 27 anni di percorso musicale, non può assolutamente mancare nella vostra agenda. Se invece siete “inesperti” ma mossi dalla curiosità di conoscere qualcosa della rock-star che ha cambiato la moda e la musica dai primi anni ’70, Mr. Ziggy and the GlassSpiders è quanto di più esauriente ed emozionante possa capitarvi di ascoltare.

Infoline: Aldo Campione 328.6810232

Evento Facebook: link

YTIDDO BPB – BENOZZO PERFORMS BOWIE

Sabato 29 settembre 2018 ore 21:30 – Circolo Arci Ribalta, Via Zenzano, Vignola (MO)

Bowie appuntamenti settembre 2018Francesco Benozzo è un appassionato di arpa e di David Bowie, e ha deciso di fondere le due passioni in un omaggio quantomeno originale: una rivisitazione di alcuni brani di repertorio dell’artista inglese per arpa celtica e arpa bardica.

Ingresso gratuito con Tessera Arci

Punto di ristoro dalle ore 19.30 con Crescentine e Vino

Posti limitati. Prenotazione telefonica 3475902480 ore pasti oppure WhatsApp

Evento Facebook: link

 

Se avete eventi da segnalare e materiale da inviare per questa rubrica, scrivete entro il 25 del mese precedente a: velvetgoldmine@velvetgoldmine.it

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UN FIORE PER LINDSAY KEMP http://velvetgoldmine.it/2018/08/un-fiore-per-lindsay-kemp/ http://velvetgoldmine.it/2018/08/un-fiore-per-lindsay-kemp/#comments Sun, 26 Aug 2018 23:58:09 +0000 http://velvetgoldmine.it/?p=12843 Il grande coreografo, mimo e danzatore inglese Lindsay Kemp che tanto ha influenzato David Bowie e molti altri artisti, si è spento nella notte del 24 agosto nella sua casa a Livorno. Il ricordo dello straordinario artista affidato alla penna di Stefano Nardini co-fondatore di Velvet Goldmine nel 1999. La foto ufficiale gliela scattò Mick …

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Il grande coreografo, mimo e danzatore inglese Lindsay Kemp che tanto ha influenzato David Bowie e molti altri artisti, si è spento nella notte del 24 agosto nella sua casa a Livorno. Il ricordo dello straordinario artista affidato alla penna di Stefano Nardini co-fondatore di Velvet Goldmine nel 1999.

La foto ufficiale gliela scattò Mick Rock nel 1974 e quella divenne – dopo una rielaborazione pittorica – l’ immagine iconica di Lindsay Kemp, impiegata poi per i cartelloni di Flowers:  la testa rasata, coperta di cerone bianco, le labbra rosse , l’eyeliner e il mascara che segnavano pesantemente i confini degli occhi, e due coppie di paillettes per un Pierrot senza genere, oltraggioso, ma perennemente commosso.

Marcel Marceau Lindsay Kemp
Marcel Marceau

Oggi il ricordo di Lindsay Kemp si mescola inevitabilmente con una parte precisa della storia del teatro, che ha segnato la ricerca anti-accademica tra anni Settanta e tutti gli anni Ottanta. Nel ristretto panorama italiano, Kemp  arrivò come una sorta di ciclone giocoso  e allo stesso drammatico proprio alla fine degli anni Settanta, all’interno di uno sviluppo scenico che allora cercava ogni forma di espressione artistica, al pari di artisti coevi che fecero del corpo il campo prioritario della ricerca. Fu paladino della cultura camp, in un cocktail che riusciva a mescolare Maria Callas, Mozart, Jean Genet, Derek Jarman, Judy GarlandNijinsky, solo per citarne alcuni, spirito del proprio tempo londinese e allo stesso tempo catalizzatore di grandi emblemi teatrali, il cabaret, la commedia dell’arte, il teatro elisabettiano, il  kabuki; fu anche allievo dell’immenso Marcel Marceau, che ringraziava spesso nelle interviste per avergli insegnato l’uso delle mani.
Ho visto Kemp la prima volta un pomeriggio a Venezia al Teatro Goldoni, all’interno degli eventi dell’allora magnifico carnevale, che ospitava un festival internazionale di teatro  diretto da un meraviglioso Maurizio Scaparro (siamo probabilmente nel 1980/81). In realtà lo avevo intercettato qualche settimana prima in un servizio su Rai due, all’Altra Domenica – programma di Renzo Arbore – in un servizio di Michel Pergolani sulla sua Salomè. In quel  pomeriggio veneziano Lindsay Kemp teneva lezioni di trucco e – in una sala gremita – truccava volontari del pubblico. C’era una curiosa atmosfera causata da una inconsueta vicinanza tra spettatore e artista che spiazzava e cambiava le regole di un gioco teatrale che tutti supponevamo consumato. Un migliaio di persone restarono per due ore a guardare questo strano modo di essere in carnevale. Poi alla sera (qualche ora dopo) Duende, ispirato molto liberamente alla vita e all’opera di Federico Garcia Lorca. Ho un ricordo quasi orgiastico di quello spettacolo, dove lo spazio teatrale diventava rituale, luogo in cui si mescolava  sacro e profano al limite del sacrilegio, sicuramente dell’irriverenza. Tutti coloro che hanno visto uno spettacolo di Lindsay Kemp non possono dimenticare l’intenso odore di incenso (quello che si usa nei riti religiosi antecedenti alla Pasqua) che colmava tutto il luogo della rappresentazione. Dopo lo spettacolo, non andai ai camerini, ma vidi tutta la troupe mangiare nella rosticceria che stava di fronte al teatro, tutti ancora truccati, in mezzo a persone che guardano sorpresi questi bellissimi attori, uomini e donne , che continuavano a partecipare a questa interminabile messa in scena in cui vita privata e masque si confondevano.
Bowienet Lindsay KempIn uno spazio come questo è impossibile non ricordare il legame tra David Bowie e Lindsay Kemp, togliendo qualsiasi connotazione privata che l’appiattimento mediatico tende sempre a ricordare, per ricordare quanto Kemp abbia dato a Bowie, sia nella percezione del corpo come oggetto significante della scena che nella definizione dello stesso spazio scenico: le strutture dei palchi di tanti tour hanno sempre rimaneggiato le scale e i ballatoi tanto cari a Kemp. Apparteneva a entrambi questa incredibile forza nell’abbinare cultura alta e cultura popolare.
Lindsay Kemp in quegli anni attraversò l’Italia, ma anche l’Europa, il Giappone, segnando in maniera profonda gli spettatori che percepivano storditi la magia di questo mix di provocazione, di sberleffo, di disperazione e anche di angoscia di morte. Credo che nessuno degli spettatori presenti a una rappresentazione di Flowers possa dimenticare la scena conclusiva, quella Pietà michelangiolesca riadeguata alla storia di Divine con quella madre/madonna urlante e sanguinante sul corpo del figlio/amante morto sulle ultime note di  A Saucerful Of Secrets dei Pink Floyd, a cui venivano aggiunte dal vivo delle percussioni martellanti.
Libro Harari Lindsay KempE i saluti sul proscenio interminabili, inchinanti e lentissimi quasi all’infinito, come se lo spettacolo non potesse mai terminare e non ci si potesse distaccare da quella situazione magica, uterina, totalizzante.
In Flowers,  solo due volte la voce umana veniva impiegata: nella parte finale appena descritta e circa a metà quando , in una sorta di cabaret, il grande amico non vedente di Lindsay – L’Incredibile Orlando – assieme agli altri del gruppo cantava Somewhere over the rainbow di Judy Garland, quello stesso brano che Bowie aveva inserito all’interno di Starman nell’agosto del 1972 al Rainbow di Londra.
In Italia Lindsay Kemp godette sin da subito dell’appoggio dell’indimenticabile Vittoria Ottolenghi, giornalista che allora si occupava di danza e organizzatrice di importanti festival di danza di quegli anni.
Tale era il segno che Lindsay Kemp lasciava da passare un pomeriggio a Domenica In presentato da Pippo Baudo con un breve happening che oggi scatenerebbe molto probabilmente una interrogazione parlamentare o almeno un intervento degli organi di vigilanza Rai. Lo accompagnava il fedelissimo David Haughton.  Rappresentò la vita e la morte di un fiore sulle note del Laudate Dominum di Mozart.
Uno splendido libro di fotografie di Guido Harari, pubblicato da Editoriale Domus, oggi introvabile, catturò le immagini prima e dopo alcune rappresentazioni italiane.
Angelo Lindsay KempSono seguite tutte le altre creazioni, da Sogno di una notte di mezza estate a Mr. Punch, da Salomè a Nijinsky il matto, a Onnagata.
Ho visto Lindsay Kemp l’ultima vita a Milano in una serata dedicata alle grandi stelle della danza alla fine degli anni Novanta. Lui entrò in scena con un intervento da Onnagata, e due grandissime ali di angelo che si agitavano sulle note dell’Hostias dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi;  l’intero teatro rimase incantato di fronte a quel danzatore che con due lunghi stracci bianchi innalzava lirico il proprio desiderio ultraterreno.
Kemp è stato un artista da amare in maniera incondizionata, perché i suoi spettacoli erano un’immersione in un mondo proibito, torbido, ma contraddistinto da una lievità rara da incontrare.

Stefano Nardini

Lunedì 27 agosto è stata allestita la camera ardente al Teatro Goldoni a Livorno, Via Enrico Mayer 57 dove sarà possibile salutare Lindsay tutto il giorno dalle 11:00 alle 18:00. Tutti coloro che vorranno partecipare saranno benvenuti.

Alle 12:00 in diretta su Telegranducato il Saluto della città di Livorno al grande artista Lindsay Kemp. La cerimonia in diretta dal Teatro Goldoni di Livorno, sarà visibile in diretta anche sulla LIVE TV in diretta streaming a questo link.

 

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Bowie e le classifiche italiane: un rapporto difficile http://velvetgoldmine.it/2018/08/classifiche-bowie/ http://velvetgoldmine.it/2018/08/classifiche-bowie/#respond Mon, 20 Aug 2018 22:59:37 +0000 http://velvetgoldmine.it/?p=12818 Qual è il rapporto tra David Bowie e le classifiche italiane? Walter Bianco ci guida tra i numeri non troppo lusinghieri in considerazione della statura del personaggio! Diciamocela tutta: David Bowie non ha mai goduto di un grande successo in Italia, certamente non corrispondente alla sua statura artistica. I motivi possono essere vari: una certa …

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Qual è il rapporto tra David Bowie e le classifiche italiane? Walter Bianco ci guida tra i numeri non troppo lusinghieri in considerazione della statura del personaggio!

Diciamocela tutta: David Bowie non ha mai goduto di un grande successo in Italia, certamente non corrispondente alla sua statura artistica.
I motivi possono essere vari: una certa lontananza di “feeling” tra il pubblico nostrano ed il tipo di musica proposta da Bowie; l’essere emerso in un periodo in cui in Italia erano altri i generi più seguiti. Fatto sta che, in cinquant’anni di carriera, e con 28 album di studio, Bowie è riuscito solo una volta a raggiungere la prima posizione nella top 10 settimanale e ad entrare nella top 20 annuale degli album al 16° posto, ed è stato col suo ultimo album, Blackstar, evidentemente sulla scia dell’emozione provocata dalla sua scomparsa.
The Next Day cover classifiche BowiePrima di allora i due album che hanno raggiunto la più alta posizione in classifica, sono stati The Next Day, che ha toccato la seconda posizione, nel 2013, e, udite udite, Never Let Me Down, che, nel 1987, forse anche grazie al primo tour italiano di Bowie, toccò la quarta posizione, anche meglio del best seller di quattro anni prima, Let’s Dance, che nel 1983 arrivò al quinto posto. Ma se andiamo alle chart annuali, The Next Day si è piazzato 39° e Let’s Dance 35°. Solo un po’ meglio fece Never Let Me Down col suo 24° posto.
In quest’ottica, un grosso successo fu l’antologia Fame and Fashion che, nel 1984, nel periodo di maggior successo commerciale di Bowie, raggiunse il quinto posto ed a livello annuale il trentesimo.
Fame And Fashion cover classifiche BowieQuello stesso anno, Tonight raggiunse il settimo posto, ma a livello annuale si piazzò solo 59°, rivelandosi evidentemente un fuoco di paglia.
Considerato il genere musicale ed i precedenti, si può dire invece che i Tin Machine, col 50° posto nelle chart annuali e il piazzamento migliore all’11° posto, non si sono comportati male.
Negli anni 70 si può dire che l’album di maggior successo sia stato Aladdin Sane con il suo 8° posto come miglior piazzamento, ed il 33° posto nella classifica annuale. Nessuna traccia di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders From Mars, Hunky Dory (nonostante la presenza della tanto celebrata Life on Mars?) e, manco a dirlo, degli album precedenti.
Un pezzo da 90 come Diamond Dogs non arrivò oltre il 16° posto e, a livello annuale, si piazzò in una modesta 55° posizione.
NLMD cover classifiche BowieQuanto ai “golden years” americani, non hanno fatto alcuna breccia qui da noi, se è vero che di Young Americans non c’è traccia nelle classifiche, e Station to Station raggiunse appena la 16° posizione come miglior piazzamento (64° a livello annuale).
Della cosiddetta trilogia berlinese, l’unico ad avere un certo successo fu “Heroes”, che raggiunse) l’undicesimo posto in classifica ed il 42° posto a livello annuale. Di Low, così come di Lodger e Scary Monsters non c’è alcuna traccia nelle prime 70/80 posizioni.
Dopo il discreto successo conseguito negli anni 80, gli anni 90 per Bowie sono stati un disastro dal punto di vista commerciale in Italia. Il risultato migliore fu quello del suo ritorno solista dopo la parentesi dei Tin Machine, con Black Tie White Noise, che Aladdin Sane cover classifiche Bowieraggiunse la sesta posizione come piazzamento massimo, ma a livello annuale raggiunse solo il 45° posto. A seguire, solo l’antologia ChangesBowie, raggiunse il 41° posto nelle chart annuali e l’11° posto come miglior piazzamento.
Outside, il capolavoro Bowieano degli anni 90, non è entrato nemmeno in top 100, e lo stesso dicasi per Earthling, del 1997.
Solo “Hours…” fece capolino al 9° posto in classifica, ma a livello annuale non andò oltre il 60° posto. Del tutto ignorati gli album del 2000, Heathen e Reality, che mancano anche l’obiettivo della top 100.
In definitiva dunque in Italia Bowie ha avuto un discreto successo commerciale solo negli anni 80 e nell’ultima fase della sua carriera, con l’acuto finale di The Next Day e soprattutto Blackstar, aiutati il primo dall’effetto sorpresa del ritorno, ed il secondo dalla prematura ed blackstar cover classifiche bowieimprevista scomparsa dell’artista, questo dopo un ventennio, negli anni 90/00 in cui il nome Bowie è pressoché scomparso dalle classifiche italiane. Gli anni 70, tanto giustamente celebrati, hanno portato a Bowie in Italia solo dei modestissimi successi.
Questo spiega anche come mai molta gente abbia riscoperto, o conosciuto per la prima volta David Bowie solo dopo la sua morte.
E spiega anche una certa sensazione di smarrimento da parte degli appassionati più fedeli, allorché hanno visto il loro artista preferito diventare un nome conosciuto a tutti, da che era per lungo tempo stato, ed era tornato ad essere dopo gli anni 80, un fenomeno di nicchia, un po’ per scelta, un po’ per necessità.

Walter Bianco

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Gli appuntamenti di Agosto 2018 http://velvetgoldmine.it/2018/07/bowie-appuntamenti-agosto-2018/ http://velvetgoldmine.it/2018/07/bowie-appuntamenti-agosto-2018/#respond Mon, 30 Jul 2018 22:21:18 +0000 http://velvetgoldmine.it/?p=12803 Ecco gli eventi del mese di agosto che abbiamo selezionato per voi. Segnaliamo in particolare “Livorno Stardust” in cui i più noti esponenti della scena rock livornese si riuniranno sul main stage di Effetto Venezia per rendere omaggio a David Bowie. ALADDIN INSANE LIVE @ CASTELLIN FESTIVAL 4 Giovedì 2 agosto 2018 ore 21:30 – Museo …

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Ecco gli eventi del mese di agosto che abbiamo selezionato per voi. Segnaliamo in particolare “Livorno Stardust” in cui i più noti esponenti della scena rock livornese si riuniranno sul main stage di Effetto Venezia per rendere omaggio a David Bowie.

ALADDIN INSANE LIVE @ CASTELLIN FESTIVAL 4

Giovedì 2 agosto 2018 ore 21:30 – Museo Civico, Viale Risorgimento 3, Albano Laziale (Roma)

Bowie appuntamenti agosto 2018Aladdin Insane David Bowie Tribute at Castellin Festival 4.
La musica e la magia di David Bowie.

Ambra Mattioli e gli Aladdin Insane sono da anni una band affermata, il loro non è un semplice tributo, ma un vero spettacolo, che offre un sogno agli spettatori, ai fan di Bowie, agli amanti della buona musica.

Ingresso libero.

Castellin Festival 4: concerti, teatro, enogastronomia, l’estate di Albano è dietro al Museo Civico dal 28 luglio al 17 settembre, dal giovedì alla domenica.

Evento Facebook: link

AMBRA MATTIOLI CANTA DAVID BOWIE – ALADDIN SANE IN ACUSTICO

Venerdi 3 agosto 2018 ore 21:00 – Caffè Letterario Estate , via B. Bossi 7 angolo via Ostiense , all’interno del Polo Museale Atac, Roma

Bowie appuntamenti agosto 2018Ambra Mattioli Voce e chitarra, Francesco Infarinato Piano e cori, Claudio Germanò Voce narrante, vi accompagneranno in un viaggio emozionale attraverso le melodie e i testi di David Bowie.

Ingresso libero

Info e prenotazioni 3920693460

Evento facebook: link

ANDREA CHIMENTI CANTA DAVID BOWIE

Venerdi 3 agosto 2018 dalle ore 19.30 – Area 51 Summer Festival, Darsena Pop Up, Ravenna

Bowie appuntamenti agosto 2018Andrea Chimenti, scrittore, poeta, designer interpreta le musiche di David Bowie.

All’interno di Area 51 Summer Festival l’ultima data di Andrea Chimenti canta David Bowie. In campo insieme ad Andrea, il figlio Francesco Chimenti, Davide Andreoni, Marco Fanciulini e Mauro Bip Maurizi!

Sarà una serata da ricordare!

SCARY MONSTERS LTD. DAVID BOWIE UNPLUGGED

Venerdì 3 agosto 2018 ore 22:30 – Nordest Caffé, via Pietro Borsieri 35, Milano

Bowie appuntamenti agosto 2018Gli SCARY MONSTERS ltd. (David Bowie & Friends Tribute Band) nascono nel 2006, e con tanti anni di attività live sono uno dei tributi italiani a David Bowie di più lungo corso.

Era almeno un anno che non si esibivano in versione unplugged e sarà quindi un’occasione speciale di sentirli in questa veste con un repertorio che spazia tra le hits di Bowie e qualche chicca per fans, in particolare per la prima volta suoneranno alcuni brani mai eseguiti prima!
Il locale è nel quartiere Isola di Milano, si affaccia sulla strada e si può quindi sentire il live anche dall’esterno. Fanno apericena a buffet prima del live, è possibile prenotare tavolo ed è anzi consigliato perchè il posto è piccolino.

Ingresso libero.

Evento Facebook: link

LIVORNO STARDUST A EFFETTO VENEZIA 2018

Domenica 5 agosto 2018 ore 22:30 – Piazza del Luogo Pio – Livorno

Bowie appuntamenti agosto 2018Dopo la scomparsa di David Bowie il 10 gennaio 2016, lo scorso 12 Novembre 2016 l’Associazione Culturale The Cage scelse di rendergli omaggio chiamando a raccolta alcuni musicisti livornesi per un doveroso omaggio intitolato “Livorno Stardust”. Così è nata una serata che, nel titolo, riprende il nome di uno degli alter ego di Bowie, Ziggy Stardust, che è anche il titolo di uno dei suo brani più celebri. Il successo di quella notte magica, con un sold out fulmineo che lasciò molti livornesi fuori dal locale e il cui ricavato andò all’Associazione Cure Palliative di Livorno, ha convinto il Comune di Livorno a ripetere questa esperienza sul main stage di Effetto Venezia per un’unica e ultima replica di questo spettacolo.

Domenica 5 Agosto la scena rock livornese si riunisce nuovamente sul main stage di Effetto Venezia per rendere il suo tributo al Duca Bianco. Ci saranno:

Bobo Rondelli e la sua band, gli Snaporaz feat. Andrea Ferraro, i Sinfonico Honolulu, e i Lupe Velez.

Ingresso gratuito.

Evento Facebook: link

THE D.I.V.A. DUO PIANO & VOICE TRIBUTO A DAVID BOWIE

Venerdi 24 agosto 2018 – Parco di Pietra – Cava di Roselle, Strada Chiarini, Roselle, Grosseto

Bowie appuntamenti agosto 2018The D.I.V.A. Duo piano & voce: Alessio Ultimarata Colosi, voce e percussioni – Liam Thomas Panerai, piano & sinth strings, in un concerto acustico in una location da favola.

Una cava dismessa immersa nel verde, nella splendida campagna alle porte di Grosseto. Un grande giardino incastonato nelle colline della Maremma, diventato un teatro all’aperto, adatto ad eventi di diverso genere.

The D.I.V.A. è una Rock’n’roll band che esegue dal vivo brani del repertorio di David Bowie e degli artisti a lui legati.
D.I.V.A. è un acronimo che sta per “the Duke” (David Bowie), “the Idiot” (Iggy Pop) & “the Vicious” (Lou Reed) All together, un omaggio alla Sacra Triade, ma soprattutto al Duca Bianco.

 Ingresso libero.

Web link

 

Se avete eventi da segnalare e materiale da inviare per questa rubrica, scrivete entro il 25 del mese precedente a: velvetgoldmine@velvetgoldmine.it

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Welcome to the Blackout GiveAway: i vincitori http://velvetgoldmine.it/2018/07/welcome-to-the-blackout-vincitori/ http://velvetgoldmine.it/2018/07/welcome-to-the-blackout-vincitori/#comments Mon, 23 Jul 2018 23:27:16 +0000 http://velvetgoldmine.it/?p=12792 Si è concluso domenica a mezzanotte il GiveAway per regalare Welcome To The Blackout: ecco i fortunati vincitori! Il nostro piccolo GiveAway per regalare tre copie dell’ ultimo sorprendente CD Welcome To The Blackout, è terminato alla mezzanotte di Domenica 22 Luglio. Il doppio CD è la testimonianza live finora inedita delle ultime 2 date …

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Si è concluso domenica a mezzanotte il GiveAway per regalare Welcome To The Blackout: ecco i fortunati vincitori!

Welcome to the Blackout Giveaway VincitoriIl nostro piccolo GiveAway per regalare tre copie dell’ ultimo sorprendente CD Welcome To The Blackout, è terminato alla mezzanotte di Domenica 22 Luglio.

Il doppio CD è la testimonianza live finora inedita delle ultime 2 date dell’ Isolar Tour, il 30 Giugno e il 1 Luglio 1978 a Earl’s Court, Londra.

Cominciamo quindi con il dare le risposte corrette alle due semplici domande necessarie per aggiudicarsi il nostro regalo.

1) Il concerto è stato registrato anche su pellicola per un eventuale uscita come film. Il film non è mai uscito finora. Chi era il regista?

Il regista era David Hemmings.

2) Quale canzone non era mai comparsa in scaletta e fa, in questo concerto e su questo disco, la prima apparizione?

Il brano è Sound and Vision tratto dall’ album Low.

Welcome to the Blackout Giveaway VincitoriSiamo così entusiasti di questo album che abbiamo scritto sulla nostra recensione che “non ne potrete più fare a meno” e ci sarebbe davvero piaciuto poterne regalare a tutti una copia, purtroppo però le copie sono solo tre.

La partecipazione è stata davvero incredibile. Abbiamo selezionato a caso, tra tutti coloro che hanno risposto correttamente alle due domande, i tre fortunati vincitori che riceveranno Welcome to the Blackout a casa propria.

Ecco i nomi dei vincitori:

1) Chiara Franceschini – Vienna

2) Ernesto Tangari – Milano

3) Paola Barla – Parma

Complimenti ai vincitori e a tutti coloro che hanno partecipato!

Grazie a Warner Music per la grande disponibilità.

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Never Let Me Down 2018: il primo ascolto http://velvetgoldmine.it/2018/07/never-let-me-down-2018/ http://velvetgoldmine.it/2018/07/never-let-me-down-2018/#comments Thu, 19 Jul 2018 09:00:42 +0000 http://velvetgoldmine.it/?p=12753 Never Let Me Down 2018, la versione re-incisa e riarrangiata dell’originale del 1987, è una sorpresa che sicuramente stupirà tutti e dividerà i fan. Sarà un’esclusiva del cofanetto “Loving the Alien” e non sarà perciò pubblicato separatamente. Never Let Me Down 2018 è stato presentato, in gran segreto, ad una platea ristrettissima di persone nel …

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Never Let Me Down 2018, la versione re-incisa e riarrangiata dell’originale del 1987, è una sorpresa che sicuramente stupirà tutti e dividerà i fan. Sarà un’esclusiva del cofanetto “Loving the Alien” e non sarà perciò pubblicato separatamente.

Never Let Me Down 2018 è stato presentato, in gran segreto, ad una platea ristrettissima di persone nel mondo. Paul Bromby, direttore marketing del catalogo di Warner Music International, ha voluto organizzare degli incontri riservati in giro per l’Europa per poter far sentire in anteprima il disco. Tutto si è svolto nella massima segretezza e Velvetgoldmine, insieme alle altre poche testate giornalistiche coinvolte, ha dovuto firmare un documento di riservatezza sui cui era riportata anche la tempistica di divulgazione delle informazioni. In tutto il mondo, ci ha detto Bromby, solo 25 persone hanno potuto ascoltarlo. La sessione di ascolto si è svolta presso  all’Hi-Fi Club di Milano.

Prima di raccontarvi questa chicca che è Never Let Me Down 2018, facciamo allora un passo indietro fino al 2008: è l’anno in cui David Bowie ha gettato il seme di questo progetto. Per la compilation iSelect chiese a Mario J. McNulty di remissare il brano Time Will Crawl. Sterling Campbell incise una nuova traccia di batteria che andò a sostituire l’originale, e fu aggiunta una sessione di archi. Bowie ne fu entusiasta e espresse il desiderio di poter lavorare anche alle altre tracce, fino a scriverlo sulle note della compilation: “Oh, to redo the rest of that album” (oh, poter rifare il resto di quell’album). In seguito Bowie espresse a McNulty la volontà di rimettere mano all’intero album e ne parlarono in maniera approfondita. Voleva che fosse suonato da musicisti diversi e che suonasse “come il disco di una band”.

Con un salto temporale di dieci anni, arriviamo dunque a Never Let Me Down 2018. McNulty è entrato negli Electric Lady Studios di New York insieme al batterista Sterling Campbell, al bassista di ★ (“Blackstar”) Tim Lefebre, a David Torn alla chitarra e … udite udite: Reeves Gabrels. Sì, avete sentito bene: Reeves Gabrels e questo gruppo fenomenale si è riunito e ha risuonato Never Let Me Down. Aggiungete una sezione di archi, arrangiata da Nico Muhly, e la mascella potrebbe anche non chiudersi più.

Si è voluto quindi dar seguito ad un desiderio di Bowie che non ha potuto concretizzarsi.

La nuova versione è ovviamente sostanzialmente diversa dall’originale: tutte le parti di David Bowie, non solo la voce ma qualsiasi strumento da lui suonato, sono state ovviamente preservate e anzi, messe in primo piano. È proprio la voce di David ad uscire prepotentemente: non più affogata nel missaggio degli anni ’80, rivela una vena più scura e profonda, come più scuri sono gli arrangiamenti che ricalcano le tematiche dell’album.

Alcuni arrangiamenti richiameranno Heathen, altri addirittura Outside.

David Bowie 1987 Loving the Alien cofanettoAnche la copertina di Never Let Me Down 2018 è stata ripensata e sono stati utilizzati degli scatti della stessa sessione fotografica.

Ma non fraintendete: Never Let Me Down soffriva moltissimo degli arrangiamenti che lo affossavano completamente, ma anche di un certo calo di ispirazione. Le canzoni sono quelle e, sebbene alcuni brani fossero di ottima fattura, alcuni anche molto buoni, altri erano e rimangono deboli.

Nettamente migliori rispetto all’originale, ma non c’è da gridare al miracolo.

Siamo convinti che David Bowie avrebbe apprezzato questo progetto. Ora, sappiamo bene che i fan più “puristi” grideranno allo scandalo e ai tentativi di riscrivere la storia. Per un fan di Bowie essere un purista è d’altronde un controsenso: se c’è una cosa che abbiamo imparato dalla sua vita e dalla sua arte, è che non esiste purismo ma contaminazione, innesto, sperimentazione, voglia di osare. Non esistono tabù. Nessuno si sarebbe mai sognato di rimettere mano a “Heroes”: ma se il desiderio espresso dall’artista era di riveder suonato questo disco, non c’era occasione migliore di questa. E la storia non si riscrive mai: ci si può semmai divertire a vedere una realtà alternativa, come in un film. “E se questo album fosse stato suonato da altri musicisti, oggi, come suonerebbe?”. Come questo Never Let Me Down 2018.

Qualcun altro obietterà che queste operazioni, una volta che l’artista è scomparso, sono trovate commerciali. Non c’è una singola cosa di Bowie che possa essere pubblicata senza la valutazione e il consenso del management (leggi: Coco Schwab). Compito di Coco, negli ultimi 45 anni, è stata affiancare Bowie in tutto. Nessuno meglio di lei sa cosa Bowie voleva, come voleva che fosse fatto.

Fatte queste dovuto premesse, vi riportiamo le nostre impressioni sull’ascolto in anteprima di questo Never Let Me Down 2018 che potrebbe, a tutti gli effetti, essere considerato un nuovo album di David Bowie.

NEVER LET ME DOWN 2018: TRACCIA PER TRACCIA

David Bowie never let me down 2018

Day In Day Out

Si capisce immediatamente quanto l’atmosfera dell’album si discosti da quello originale: un suono più scarno e cupo, voce in primo piano insieme alle chitarre. Non ci sono più tutti gli effetti anni ’80 e nel break centrale c’è un bell’assolo di Reeves Gabrels.

Time Will Crawl

Da questo brano ha avuto inizio tutto il progetto come abbiamo spiegato. Ma non è la versione uscita su iSelect nel 2008. Perché si potesse amalgamare al resto dell’album doveva essere reincisa e riarrangiata con gli stessi musicisti. Inizio acustico con solo chitarra e voce, e gli altri strumenti che si aggiungono fino a raggiungere un climax molto rock. Grande lavoro e belle chitarre.

Beat of Your Drum

Se finora eravamo rimasti piacevolmente sorpresi, con questa traccia si comincia a far sul serio. Una bellissima orchestrazione di archi, suoni ambientali, un finale strumentale trascinante e un grande applauso per Gabrels che, come al solito, si distingue. Dimenticate l’originale: questa è tutt’altra cosa.

Never Let Me Down

Anche qui chitarre, che con Gabrels e Torn sono la cifra stilistica dell’album. Sono spariti i coretti del ritornello sostituiti da un lavoro di chitarra. Il sound è corposo e avvolgente e gli archi sul finale fanno la differenza. In definitiva ha un ritmo più incalzante e sparisce quell’effetto nenia dell’originale.

Zeroes

Anche in questo caso il lavoro fatto rispetto all’originale è stato davvero notevole, con arrangiamenti che ci hanno fatto pensare subito a Toy. Psichedelica, con delle chitarre jingle-jangle e l’assolo di sitar elettrico originale suonato da Peter Frampton in bella evidenza (per chi non lo sapesse, una curiosità: quel sitar elettrico era appartenuto a Jimi Hendrix). Una bella traccia che infatti è stata scelta come singolo 45 giri picture disc in uscita il 7 Settembre, e disponibile già da oggi in versione digitale.

Glass Spider

Questo è il brano che ci ha letteralmente fatto cadere la mascella. Una versione apocalittica che non avrebbe affatto sfigurato su Outside. Ed è proprio quella l’atmosfera. Gli ingredienti ci sono tutti: inizio ambient cupo e drammatico, chitarre strazianti con riverberi e distorsioni, la voce di Bowie effettato con echi che si rincorrono. Il ritmo è rallentato, pulsante, meccanico: irriconoscibile. E alla fine la traccia dura un minuto e mezzo in più rispetto all’originale del 1987. E comunque sì, avete letto bene: abbiamo accostato un brano di Never Let Me Down ad Outside.

Shining Star

Qui il lavoro da fare era davvero una missione impossibile. La traccia è quella che è, forse la più debole dell’album. Tuttavia, migliora senz’altro: il sound si conforma a quello dell’intero album e quindi si fa scuro. C’è sempre un grande lavoro di chitarre che aggiunge una bella atmosfera e il fatto che sia stata rallentata le conferisce un’andatura più ambigua. Ci eravamo psicologicamente preparati alla prova del nove, a dover subire ancora una volta quello stupro uditivo che consiste nel sentire quella sottospecie di rap cantato da un inutile Mickey Rourke. Con gli occhi semichiusi pronti alla botta, siamo invece stati accarezzati da una voce delicata e profonda, una voce angelica che non può essere scambiata con altra: Laurie Anderson.  Che dire? Talmente inaspettato che ci è venuta la pelle d’oca.

New York’s In Love

Un brano molto rock, suono compatto, bei cori e chitarre anche qui in gran lustro. Questa traccia guadagna tantissimo e si riscopre piacevole, con un Reeves Gabrels che fa del suo meglio. Ci ha ricordato alcuni dei pezzi più sostenuti di Reality.

’87 and Cry

Anche in questo caso qui molto rock e begli arrangiamenti per un pezzo che continua a dividere. Qualcuno la trova una delle tracce migliori dell’album, qualcuno la peggiore. A chi non piaceva la versione del 1987, non piacerà neanche questa. Non c’è una differenza sostanziale ma sicuramente è di gran lunga migliore dell’originale. Promossa.

Bang Bang

Eccoci all’ultima traccia. Neanche a dirlo, anche qui ci coglie di sorpresa: inizia con gli archi. Molto rallentata, profondamente diversa dall’originale, si regge soprattutto su un grande arrangiamento della sezione archi. Anche qui, ci ripetiamo, il sound è molto più cupo. Molto bella.

Ammettiamo che al termine dell’ascolto eravamo davvero frastornati. Paul Bromby della Parlophone ci fissava sornione in attesa del nostro commento. Che in quel momento è stato un “wow”.

David Bowie Never Let Me Down Traduzione Testo LyricsL’impressione è che questi arrangiamenti rendano giustizia all’album. Non che lo salvino definitivamente dall’essere tra i dischi meno amati di Bowie, ma almeno gli danno una chance. E se la merita. Il nostro è stato un solo ascolto di Never Let Me Down 2018, quindi non possiamo ancora sapere quanto rimarrà dopo quel “effetto wow” che può cogliere un fan abituato alla versione originale. I pezzi ci sono, intrigano, ci guadagnano. Qualcuno entusiasma. È senz’altro un guitar album parallelo che si affianca e non può in alcun modo sostituirsi al 1987. Il sound è certamente più consono ai temi trattati, che non erano affatto leggeri.  L’atmosfera ricorda soprattutto Heathen e il mai realizzato Toy.

Ci guadagna anche la voce di Bowie, che qui è molto più in evidenza e godibile in tutte le sue sfumature drammatiche.

Un ulteriore miglioramento lo si sarebbe avuto se Bowie avesse avuto il tempo e la possibilità di  svolgere un lavoro come Toy, reincidendo anche le parti vocali. Perché è vero che quel falsetto su alcuni brani avrebbe potuto essere sostituito da una voce più profonda. Pezzi come Shining Star e Never Let Me Down avrebbero, con una voce più cupa e i nuovi arrangiamenti, assunto tutt’altro spessore.

Le critiche non mancheranno, lo abbiamo detto. Lo sappiamo. Noi troviamo che questa sia un’operazione perfettamente in linea con ciò che conosciamo di Bowie. Leggeremo di fan scandalizzati e sorrideremo ripensando alle parole di Bowie su Dollar Days:

“Sto morendo dalla voglia di metterli di fronte all’inconsueto
E prendermi gioco di loro, ancora una volta
Ci sto provando”

E sebbene ormai manchi, tremendamente, da due anni, non possiamo non immaginarlo a sghignazzare.

Ed ora che abbiamo acceso un po’ la vostra curiosità, potete ascoltare qui sotto la nuova versione di Zeroes

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Loving the Alien: cofanetto in uscita il 12 Ottobre http://velvetgoldmine.it/2018/07/loving-the-alien-cofanetto/ http://velvetgoldmine.it/2018/07/loving-the-alien-cofanetto/#respond Thu, 19 Jul 2018 08:00:00 +0000 http://velvetgoldmine.it/?p=12660 Loving the Alien (1983 – 1988) è il titolo del quarto cofanetto dedicato alla discografia di David Bowie, in uscita il prossimo 12 ottobre e anticipato oggi da un singolo digitale e a settembre da un Picture Disc. Coprirà i poco apprezzati anni ’80. E invece riserva grandi sorprese, come la versione re-incisa di Never …

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Loving the Alien (1983 – 1988) è il titolo del quarto cofanetto dedicato alla discografia di David Bowie, in uscita il prossimo 12 ottobre e anticipato oggi da un singolo digitale e a settembre da un Picture Disc. Coprirà i poco apprezzati anni ’80. E invece riserva grandi sorprese, come la versione re-incisa di Never Let Me Down.

Loving the Alien (1983 – 1988), non giriamoci intorno, è il meno atteso e il meno desiderato tra i cofanetti che coprono la carriera di Bowie. I precedenti Five Years (1969 – 1973), Who Can I Be Now? (1974 – 1976) e A New Career in a New Town (1977 – 1982) d’altronde avevano gioco facile, coprendo l’arco di carriera più significativo e intenso di David Bowie.

David Bowie Loving the Alien Boxset cofanetto
La copertina del cofanetto

Gli anni ’80 di Bowie sono considerati, a ragione, la fase meno interessante della sua carriera. La virata pop di Let’s Dance del 1983, album raffinato e commerciale, è poi continuata in un soporifero Tonight e in quel Never Let Me Down del 1987 che ha sempre ricevuto critiche unanimi come l’album più debole di Bowie.

Eppure, eppure questo cofanetto riesce ad essere molto interessante. I tipi alla Parlophone non sono certo degli sprovveduti, e sapevano bene che era necessario uno sforzo in più per rendere appetibile una monografia su questo periodo storico. Complice anche il management (leggete: Coco Schwab) che supervisiona tutto e fa le cose come Bowie avrebbe voluto che fossero fatte.

E quindi no, non troverete in nessuno dei dischi la canzone Too Dizzy, neanche nel quarto capitolo del CD che raccoglie rarità Re:Call 4: inclusa nell’album originale, nelle ristampe successive Bowie la volle eliminare perché la detestava. Il suo volere continua ad essere rispettato: la canzone semplicemente non esiste più. Punto.

Però abbiamo finalmente la pubblicazione ufficiale di ben due live: il Serious Moonlight Tour del 1983 e il Glass Spider Tour del 1987. È vero che sono registrazioni che abbiamo quasi tutti, e che sono bootleg conosciutissimi tra i fan, ma la versione ufficiale fa sempre un gran piacere.

Sono incluse naturalmente le versioni rimasterizzate di tutti e tre gli album ufficiali.

David Bowie Loving the Alien Boxset cofanettoMa la vera chicca è Never Let Me Down 2018, la versione del disco riveduta e corretta. Come? Risuonandola. Avete presente tutte le volte che avete pensato  che quello che affossava veramente l’album erano i suoni e egli arrangiamenti anni ’80? Che sarebbe stato bello poterlo ascoltare con arrangiamenti diversi? Eccovelo servito: praticamente un nuovo album.

Mario McNully, responsabile del remix di Time Will Crawl per la compilation Iselect del 2008, ha chiamato a raccolta un supergruppo: Reeves Gabrels, David Torn, Tim Lefebre, Sterling Campbell.

E prima che i fan più puristi comincino a gridare allo scandalo (che poi essere un purista per un fan di Bowie, contrario a qualsiasi sorta di purismo, è un po’ un controsenso) chiariamo: il tutto è stato fatto sulla scia delle volontà di Bowie.

Velvetgoldmine ha potuto ascoltare l’anteprima dell’album in una sessione bunker con la Warner, e siamo perciò in grado di farvi una recensione del primo ascolto dedicata.

Ma torniamo prima al resto del contenuto.

Il cofanetto CD consiste di undici dischetti e quello in vinile di quindici LP che comprende i tre album originali, la versione 2018, i due live, un disco di remix, un disco di b-side e brani sfusi.

David Bowie 1987 Loving the Alien cofanetto Herb RittsSERIOUS MOONLIGHT (Live ’83)

Il doppio album Serious Moonlight, registrato a Montreal nel 1983, immortala quello che senza dubbio è stato il tour di maggior successo di Bowie; un tour planetario con masse oceaniche a seguito del trionfo di Let’s Dance.  Il missaggio fu eseguito all’epoca da Bob Clearmountain e la copertina riprende uno scatto di Denis O’Regan. È un live che conosciamo tutti perché pubblicato ufficialmente come video, ma mai come album audio. Sarà successivamente pubblicato anche singolarmente su CD (non su vinile)

GLASS SPIDER (Live Montreal ’87)

L’altro live Glass Spider (Live Montreal ’87) è, come quello precedente, tratto dal video che immortalava il tour successivo del 1987: il mastodontico Glass Spider in promozione di Never Let Me Down. Il concept grandioso del palco fu ispirazione, all’epoca, per molti altri artisti. Anche questo sarà successivamente pubblicato anche singolarmente su CD (non su vinile)

RE:CALL 4

Altro disco è il quarto capitolo di quello che, in questa serie di cofanetti, raccoglie rarità, b-side e demo: RE:CALL 4. Questa volta non contiene nulla di particolarmente interessante: troviamo i brani cantati da Bowie tratti da Labyrinth, quelli tratti da Absolute Beginners, singoli, remix. C’è il brano This Is Not America  tratto dalla colonna sonora del film The Falcon and The Snowman (in italiano: Il Gioco del Falco), quello omonimo tratto dal film di animazione When the Wind Blows, e il singolo cantato con Mick Jagger Dancing in the Street. 

David Bowie 1987 Loving the Alien cofanetto boxsetDANCE

Più filologicamente interessante la compilation Dance che, come dice il nome, raccoglie dodici remix. Quello che è interessante è che questa compilation doveva effettivamente essere pubblicata nel 1985. La copertina era stata scelta insieme a Bowie che però, all’ultimo momento, ci ripensò e bloccò tutto.

È stata quindi mantenuta solo la copertina, in omaggio a quel progetto fallito, ma i mix che che furono bocciati da Bowie rimangono, quindi, nel cassetto.

Il libro che accompagnerà il cofanetto, che consisterà di 128 pagine per la versione CD e 84 pagine per il vinile, conterrà foto rare o completamente inedite di Denis O’Regan, Greg Gorma, Herb Ritts e molti altri. Ci saranno anche recensioni dell’epoca e note tecniche da parte di Nile Rodgers, Hugh Padgham, Mario McNulty e Justin Shirley-Smith.

Come sempre, il cofanetto CD conterrà delle mini repliche del vinile. I CD saranno di colore dorato invece che il consueto argento. La versione in vinile sarà stampato su vinile di alta qualità di 180 gr.

Di seguito troverete tutti i dettagli del cofanetto, contenuto e tracklist. Se invece volete leggere la nostra recensione  di Never Let Me Down 2018, cliccate qui sotto.

DAVID BOWIE ‘LOVING THE ALIEN (1983-1988)’: IL CONTENUTO

Eccovi di seguito la lista dei contenuti per le tre versioni disponibili: fate clic sul titolo per navigare.

  • COFANETTO CD
  • COFANETTO LP
  • DIGITALE
  • Libretto con copertina rigida di 128
  • Let’s Dance (rimasterizzato) (1CD)
  • Serious Moonlight (Live ’83) (inedito) (2CD)
  • Tonight (rimasterizzato) (1CD)
  • Never Let Me Down (rimasterizzato) (1CD)
  • Never Let Me Down 2018 (inedito) (1CD)*
  • Glass Spider (Live Montreal ’87) (2CD)
  • Dance (1CD)*
  • Re:Call 4 (singoli fuori album, versioni editate, versioni singolo, b-side e colonne sonore) (rimasterizzato) (2CD)*

* Esclusiva di ‘Loving The Alien (1983-1988)’, non verrà pubblicato singolarmente.

  • Libretto con copertina rigida di 88 pagine
  • Let’s Dance (rimasterizzato) (1LP)
  • Serious Moonlight (Live ’83) (inedito) (2LP)*
  • Tonight (rimasterizzato) (1LP)
  • Never Let Me Down (rimasterizzato) (1LP)
  • Never Let Me Down 2018 (inedito) (2LP – il lato 4 contiene solo un’incisione )*
  • Glass Spider (Live Montreal ’87) (inedito su vinile) (3LP)*
  • Dance (2LP)*
  • Re:Call 4 (singoli fuori album, versioni editate, versioni singolo, b-side e colonne sonore) (rimasterizzato) (3LP)*

* Esclusiva di ‘Loving The Alien (1983-1988) Cofanetto LP’, non verrà pubblicato singolarmente su vinile

  • Let’s Dance (rimasterizzato)
  • Serious Moonlight (Live ’83) (inedito)
  • Tonight (rimasterizzato)
  • Never Let Me Down (rimasterizzato)
  • Never Let Me Down 2018 (inedito)*
  • Glass Spider (Live Montreal ’87) (inedito)
  • Dance*
  • Re:Call 4 (singoli fuori album, versioni singolo, b-side e colonne sonore) (rimasterizzato)*

* Set esclusive

DAVID BOWIE ‘LOVING THE ALIEN (1983-1988)’: LA TRACKSLIT

Di seguito vi riportiamo la lunghissima tracklist delle due edizioni. Fate clic sul titolo per cambiare.

  • TRACKLIST COFANETTO CD
  • TRACKLIST COFANETTO VINILE

David Bowie Loving the Alien cofanetto boxset

LET’S DANCE

CD1

  1. Modern Love
  2. China Girl
  3. Let’s Dance
  4. Without You
  5. Ricochet
  6. Criminal World
  7. Cat People (Putting Out Fire)
  8. Shake It

SERIOUS MOONLIGHT (LIVE ’83)

CD1

  1. Look Back In Anger
  2. “Heroes”
  3. What In The World
  4. Golden Years
  5. Fashion
  6. Let’s Dance
  7. Breaking Glass
  8. Life On Mars?
  9. Sorrow
  10. Cat People (Putting Out Fire)
  11. China Girl
  12. Scary Monsters (And Super Creeps)
  13. Rebel Rebel

CD2

  1. White Light / White Heat
  2. Station To Station
  3. Cracked Actor
  4. Ashes To Ashes
  5. Space Oddity/Band Introduction
  6. Young Americans
  7. Fame
  8. Modern Love

TONIGHT

  1. Loving The Alien
  2. Don’t Look Down
  3. God Only Knows
  4. Tonight
  5. Neighborhood Threat
  6. Blue Jean
  7. Tumble And Twirl
  8. I Keep Forgettin’
  9. Dancing With The Big Boys

NEVER LET ME DOWN 

  1. Day-In Day-Out
  2. Time Will Crawl
  3. Beat Of Your Drum
  4. Never Let Me Down
  5. Zeroes
  6. Glass Spider
  7. Shining Star (Makin’ My Love)
  8. New York’s In Love
  9. ’87 And Cry
  10. Bang Bang

NEVER LET ME DOWN (2018)

  1. Day-In Day-Out
  2. Time Will Crawl
  3. Beat Of Your Drum
  4. Never Let Me Down
  5. Zeroes
  6. Glass Spider
  7. Shining Star (Makin’ My Love) (con Laurie Anderson)
  8. New York’s In Love
  9. ’87 And Cry
  10. Bang Bang

GLASS SPIDER (LIVE MONTREAL ’87)

CD 1

  1. Up The Hill Backwards
  2. Glass Spider
  3. Day-In Day-Out
  4. Bang Bang
  5. Absolute Beginners
  6. Loving The Alien
  7. China Girl
  8. Rebel Rebel
  9. Fashion
  10. Scary Monsters (And Super Creeps)
  11. All The Mad Men
  12. Never Let Me Down

CD 2

  1. Big Brother
  2. ‘87 And Cry
  3. “Heroes”
  4. Sons Of The Silent Age
  5. Time Will Crawl / Band Introduction
  6. Young Americans
  7. Beat Of Your Drum
  8. The Jean Genie
  9. Let’s Dance
  10. Fame
  11. Time
  12. Blue Jean
  13. Modern Love

DANCE

  1. Shake It (Re-mix aka Long Version)
  2. Blue Jean (Extended Dance Mix)
  3. Dancing With The Big Boys (Extended Dance Mix)
  4. Tonight (Vocal Dance Mix)
  5. Don’t Look Down (Extended Dance Mix)
  6. Loving The Alien (Extended Dub Mix)
  7. Tumble And Twirl (Extended Dance Mix)
  8. Underground (Extended Dance Mix)
  9. Day-In Day-Out (Groucho Mix)
  10. Time Will Crawl (Dance Crew Mix)
  11. Shining Star (Makin’ My Love) (12” mix)
  12. Never Let Me Down (Dub/Acapella)

RE:CALL 4

CD 1

  1. Let’s Dance (versione singolo)
  2. China Girl (versione singolo)
  3. Modern Love (versione singolo)
  4. This Is Not America (dal film ‘The Falcon And The Snowman’) – David Bowie / Pat Metheny Group
  5. Loving The Alien (versione remixata)
  6. Don’t Look Down (versione remixata)
  7. Dancing In The Street (Clearmountain mix) – David Bowie e Mick Jagger
  8. Absolute Beginners (da Absolute Beginners)
  9. That’s Motivation (da Absolute Beginners)
  10. Volare (da Absolute Beginners)
  11. Labyrinth Opening Titles/Underground (da Labyrinth)
  12. Magic Dance (da Labyrinth)
  13. As The World Falls Down (da Labyrinth)
  14. Within You (da Labyrinth)
  15. Underground (da Labyrinth)

CD 2

  1. When The Wind Blows (versione singolo) (dal film When The Wind Blows)
  2. Day-In Day-Out (versione singolo)
  3. Julie
  4. Beat Of Your Drum (versione corta vinile)
  5. Glass Spider (versione corta vinile)
  6. Shining Star (Makin’ My Love) (versione corta vinile)
  7. New York’s In Love (versione corta vinile)
  8. ‘87 And Cry (versione corta vinile)
  9. Bang Bang (versione corta vinile)
  10. Time Will Crawl (versione singolo)
  11. Girls (versione estesa)
  12. Never Let Me Down (7” remix edit)
  13. Bang Bang (live – promotional mix)
  14. Tonight (live) Tina Turner e David Bowie
  15. Let’s Dance (live) Tina Turner e David Bowie

David Bowie Loving the Alien cofanetto boxset

LET’S DANCE

Lato 1

  1. Modern Love
  2. China Girl
  3. Let’s Dance
  4. Without You

Lato 2

  1. Ricochet
  2. Criminal World
  3. Cat People (Putting Out Fire)
  4. Shake It

SERIOUS MOONLIGHT (LIVE ’83)

Lato 1

  1. Look Back In Anger
  2. “Heroes”
  3. What In The World
  4. Golden Years
  5. Fashion
  6. Let’s Dance

Lato 2

  1. Breaking Glass
  2. Life On Mars?
  3. Sorrow
  4. Cat People (Putting Out Fire)
  5. China Girl
  6. Scary Monsters (And Super Creeps)
  7. Rebel Rebel

Lato 3

  1. White Light / White Heat
  2. Station To Station
  3. Cracked Actor
  4. Ashes To Ashes

Lato 4

  1. Space Oddity/Band Introduction
  2. Young Americans
  3. Fame
  4. Modern Love

TONIGHT 

Lato 1

  1. Loving The Alien
  2. Don’t Look Down
  3. God Only Knows
  4. Tonight

Lato 2

  1. Neighborhood Threat
  2. Blue Jean
  3. Tumble And Twirl
  4. I Keep Forgettin’
  5. Dancing With The Big Boys

NEVER LET ME DOWN 

Lato 1

  1. Day-In Day-Out
  2. Time Will Crawl
  3. Beat Of Your Drum
  4. Never Let Me Down
  5. Zeroes

Lato 2

  1. Glass Spider
  2. Shining Star (Makin’ My Love)
  3. New York’s In Love
  4. ’87 And Cry
  5. Bang

NEVER LET ME DOWN (2018)

Lato 1

  1. Day-In Day-Out
  2. Time Will Crawl
  3. Beat Of Your Drum

Lato 2

  1. Never Let Me Down
  2. Zeroes
  3. Glass Spider

Lato 3

  1. Shining Star (Makin’ My Love) (con Laurie Anderson)
  2. New York’s In Love
  3. 87 & Cry
  4. Bang Bang

Lato 4

Incisione con logo David Bowie 1987

GLASS SPIDER (LIVE MONTREAL ’87)

Lato 1

  1. Up The Hill Backwards
  2. Glass Spider
  3. Day-In Day-Out
  4. Bang Bang

Lato 2

  1. Absolute Beginners
  2. Loving The Alien
  3. China Girl
  4. Rebel Rebel

Lato 3

  1. Fashion
  2. Scary Monsters (And Super Creeps)
  3. All The Mad Men
  4. Never Let Me Down

Lato 4

  1. Big Brother
  2. ‘87 And Cry
  3. “Heroes”
  4. Sons Of The Silent Age
  5. Time Will Crawl / Band Introduction

Lato 5

  1. Young Americans
  2. Beat Of Your Drum
  3. The Jean Genie
  4. Let’s Dance

Lato 6

  1. Fame
  2. Time
  3. Blue Jean
  4. Modern Love

DANCE

Lato 1

  1. Shake It (Re-mix aka Long Version) (Pubblicato in origine come Lato B del singolo  ‘China Girl’ 12” singolo su EMI America 12EA 157 (U.K.) e V-7809 (U.S.) nel Maggio, 1983.)
  2. Blue Jean (Extended Dance Mix) (Pubblicato in origine sul singolo 12” su EMI America 12EA 181 (U.K.) e V-7838 (U.S.) in Settembre, 1984.)
  3. Dancing With The Big Boys (Extended Dance Mix) (Pubblicato in origine come Lato B di ‘Blue Jean’ 12” insieme al Extended Dub dello stesso.)

Lato 2

  1. Tonight (Vocal Dance Mix) (Pubblicato in origine sul singolo 12” su EMI America 12EA 187 (U.K.) e V-7846 (U.S.) in Novembre, 1984.)
  2. Don’t Look Down (Extended Dance Mix)(Pubblicato in origine come Lato B di ‘Loving The Alien’ (Extended Dance Mix) 12” singolo insieme a ‘Loving The Alien’ (Extended Dub Mix) su EMI America 12EA 195 (U.K.) e VG-7858 (U.S.) in Maggio, 1985.)
  3. Loving The Alien (Extended Dub Mix) (Pubblicato in origine come Lato B di ‘Loving The Alien’ (Extended Dance Mix) 12” singolo, come sopra.)

Lato 3

  1. Tumble And Twirl (Extended Dance Mix) (Pubblicato in origine come Lato B di ‘Tonight’ 12” singolo insieme a ‘Tonight’ (Dub Mix), come sopra.)
  2. Underground (Extended Dance Mix) (Pubblicato in origine sul singolo 12” su EMI America 12EA 216 (U.K.) e V-19210 (U.S.) in Giugno, 1986.)
  3. Day-In Day-Out (Groucho Mix) (Pubblicato in origine sul singolo 12” su EMI America 12EAX 230 (U.K.) e V-19239 (U.S.) in Marzo, 1987.)

Lato 4

  1. Time Will Crawl (Dance Crew Mix) (Pubblicato in origine sul singolo 12” su EMI America 12EAX 237 (U.K.) in Giugno, 1987.)
  2. Shining Star (Makin’ My Love) (12” mix) (Pubblicato in origine sul ‘Never Let Me Down’ digital E.P. su EMI 0094639278954 in Maggio, 2007.)
  3. Never Let Me Down (Dub/Acapella) (Pubblicato in origine come Lato B di ‘Never Let Me Down’ (Extended Dance Mix) 12” singolo su EMI America 12EA 239 (U.K.) e V-19255 (U.S.) in Agosto, 1987.)

RE:CALL 4

Lato 1

  1. Let’s Dance (versione singolo)
  2. China Girl (versione singolo)
  3. Modern Love (versione singolo)
  4. This Is Not America (dal film ‘The Falcon And The Snowman’) – David Bowie / Pat Metheny Group
  5. Loving The Alien (versione remixata)

Lato 2

  1. Don’t Look Down (versione remixata)
  2. Dancing In The Street (Clearmountain mix) – David Bowie e Mick Jagger
  3. Absolute Beginners (da Absolute Beginners)
  4. That’s Motivation (da Absolute Beginners)
  5. Volare (da Absolute Beginners)

Lato 3

  1. Labyrinth Opening Titles/Underground (da Labyrinth)
  2. Magic Dance (da Labyrinth)
  3. As The World Falls Down (da Labyrinth)
  4. Within You (da Labyrinth)
  5. Underground (da Labyrinth)

Lato 4

  1. When The Wind Blows (versione singolo) (dal film When The Wind Blows)
  2. Day-In Day-Out (versione singolo)
  3. Julie
  4. Beat Of Your Drum (versione corta vinile)
  5. Glass Spider (versione corta vinile)

Lato 5

  1. Shining Star (Makin’ My Love) (versione corta vinile)
  2. New York’s In Love (versione corta vinile)
  3. ‘87 And Cry (versione corta vinile)
  4. Bang Bang (versione corta vinile)
  5. Time Will Crawl (versione singolo)

Lato 6

  1. Girls (versione estesa)
  2. Never Let Me Down (7” remix edit)
  3. Bang Bang (live – promotional mix)
  4. Tonight (live) Tina Turner e David Bowie
  5. Let’s Dance (live) Tina Turner e David Bowie

PICTURE DISCO LIMITATO ZEROES/BEAT OF YOUR DRUM

David Bowie Zeroes singoloIDavid Bowie Zeroes singolol prossimo 7 settembre invece, come anticipazione e in promozione del cofanetto, uscirà un picture disc in edizione limitata che conterrà i singoli Zeroes e Beat of Your Drum tratti da Never Let Me Down 2018. Entrambe le tracce saranno anche disponibili, come radio edit, per il download digitale.

Per quanto riguarda Zeroes, McNulty ha commentato: “spogliare questo brano alla sua essenza ha rivelato una canzone che avrebbe potuto comparire anche in Hunky Dory. Ho mantenuto il sitar di Peter Frampton (che prima era di Jimi Hendrix) perché si adattava ancora perfettamente alle nuove chitarre di Reeves Gabrels“.

Di Beat of Your Drum: “le chitarre ambient di David Torn danno inizio alla canzone che ora porta verso un mondo molto più cupo rispetto a quella precedente, molto più luminosa. David canta tutti i cori, che naturalmente abbiamo lasciato”.

Le immagini utilizzate per il picture disc sono scatti inutilizzati di Greg Gorman dalla sessione fotografica di Never Let Me Down.

Da oggi invece è disponibile la versione digitale di Zeroes che potete ascoltare qui:

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David Bowie Is Brooklyn: il reportage della mostra http://velvetgoldmine.it/2018/07/david-bowie-is-brooklyn-il-reportage/ http://velvetgoldmine.it/2018/07/david-bowie-is-brooklyn-il-reportage/#comments Tue, 17 Jul 2018 02:21:13 +0000 http://velvetgoldmine.it/?p=12675 La mostra itinerante “David Bowie is” al Brooklyn Museum di New York si è conclusa. Il nostro inviato Andrea Gem l’ha visitata per noi per raccontarci le novità e le notevoli aggiunte rispetto alle altre edizioni. Solo un occhio attento come il suo poteva notare un particolare sensazionale che lega Blackstar ad un disegno del …

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La mostra itinerante “David Bowie is” al Brooklyn Museum di New York si è conclusa. Il nostro inviato Andrea Gem l’ha visitata per noi per raccontarci le novità e le notevoli aggiunte rispetto alle altre edizioni. Solo un occhio attento come il suo poteva notare un particolare sensazionale che lega Blackstar ad un disegno del 1975…. e un brivido corre lungo la schiena!

“By the time I got to New York…” – David Bowie Is, Brooklyn Museum, New York

(di Andrea Gem)

INTRO

La mostra itinerante DAVID BOWIE IS inaugurata nel marzo 2013 con lo storico primo allestimento al Victoria & Albert Museum di Londra si è conclusa il 15 luglio scorso a New York, città d’adozione di Bowie negli ultimi anni della sua vita. L’esposizione, che ha festeggiato poco prima della chiusura i due milioni di visitatori, ha effettuato un vero e proprio tour mondiale, toccando vari paesi e totalizzando ovunque numeri da record. Ricordiamo che la mostra è stata concepita e realizzata dal V&A con il supporto dello stesso Bowie, che ha consentito ai curatori l’accesso al proprio caveau di meraviglie raccolte nell’arco della sua intera carriera. Abbiamo potuto così ammirare, in una mirabile ed innovativa esperienza audiovisiva (poi imitata da altre successive esposizioni) alcune centinaia di memorabilia appartenuti all’artista, nella quasi totalità mai visti prima. Inoltre, con la morte di Bowie nel gennaio 2016, DAVID BOWIE IS ha acquisito inevitabilmente anche l’aspetto del pellegrinaggio e del tributo, accrescendo l’interesse da parte dei media e del pubblico mainstream. Senza mai scadere nel sensazionalismo post-mortem, ha tuttavia sempre conservato l’unicità progettuale iniziale che ha permesso a qualunque tipologia di visitatore di cogliere gli infiniti aspetti della complessa personalità artistica di David.
David Bowie is BrooklynCome location conclusiva è stato scelto il prestigioso Brooklyn Museum, situato nell’omonimo borough di New York, che ospita una collezione permanente di altissima qualità con più di un milione e mezzo di oggetti, dall’arte egizia a quella contemporanea. Soprattutto la collezione di arte africana è un must assoluto per i cultori e possiamo facilmente immaginare che Bowie vi abbia passato più di una giornata.
Avendo avuto l’occasione di visitare buona parte delle tappe di DAVID BOWIE IS, ho apprezzato di volta in volta l’adattamento realizzato dai curatori agli spazi espositivi di ciascun museo e le diverse scelte operate dagli stessi nella selezione degli oggetti e nella spesso diversa concezione del tutto. Era quindi impensabile per me rinunciare proprio a quest’ultima visita newyorchese, spinto dalla certezza che si sarebbe trattato ancora una volta di un’esperienza esaltante e commovente. Ho concentrato la mia visita sull’individuazione delle differenze con le passate edizioni della mostra e le sorprese devo dire sono state molte, ben più della stanza dedicata a Blackstar già ampiamente nota perché usata  per pubblicizzare l’esposizione.

IMPRESSIONI GENERALI

David Bowie is BrooklynL’entrata è affidata sempre all’iconico Tokyo Pop Costume di Kansai Yamamoto, sormontato dalla scritta B-O-W-I-E tipo finale del Reality tour e dal pannello DAVID BOWIE IS READY FOR HIS CLOSE-UP (David Bowie è pronto per la sua uscita di scena). Noto subito che il commento musicale iniziale non è il solito “drone ambientale” che ci accompagnava nelle precedenti edizioni, ma il mash-up bowieano realizzato da Tony Visconti che normalmente si ascoltava togliendosi le cuffie in una determinata zona (ad esempio a Bologna nella sala centrale con la spirale di libri). Mancano qui il video delle Singing Statues di Gilbert & George e altre testimonianze della Londra post-bellica, forse di minore interesse per il pubblico americano, e la sensazione è che lo spazio iniziale sia meno claustrofobico senza l’ingolfamento all’entrata cui si assisteva altrove.
Di sicuro quella di New York è stata in assoluto la mostra più ricca di costumi e abiti; oltre a tutti quelli presenti nelle sedi precedenti, hanno fatto la loro comparsa la giacca color melanzana e l’ abito di seta bianca realizzati da Freddy Burretti per il 1980 Floor Show, lo smoking col Borsalino della cerimonia dei Grammy Awards 1975, l’abito di Ola Hudson per Thomas Jerome Newton ne “L’uomo che cadde sulla terra”, il daily wear di Ziggy Stardust confezionato da Issey Miyake, la tuta e la maschera antigas del video di DJ ed altri ancora, con la differenza che qui erano tutti perfettamente visibili, anche quelli abitualmente “velati” dietro gli schermi del grande salone video. Anche Ziggy Stardust esce dalla sua “bara di vetro” e si lascia ammirare in piedi nella bellissima tutina sfoggiata alla BBC nel 1972.
David Bowie is BrooklynInoltre, uno degli aspetti che più mi sono piaciuti dell’esposizione newyorchese è che c’erano pochissime chiusure, si passava più fluidamente da una sezione all’altra seguendo un percorso articolato ma libero. Ad esempio la Berlin Room, che altrove è sempre stata quasi una stanza a parte: qui vi si poteva entrare in modo naturale, senza soluzione di continuità, dal salone della nutrita sezione video e costumi (in cui campeggiava a tutta parete un frame del video di Little Wonder) ed erano proprio i quadri dipinti da Bowie durante il soggiorno nella città tedesca i primi oggetti ad introdurci a quell’epoca straordinaria. Anche la parete con gli schermi che alternavano strani simboli ai video più iconici di Bowie qui non è stata ricreata: gli schermi sono stati invece sistemati a gruppi in vari punti della sala in modo che sopra ogni video proiettato fossero posizionati abiti, costumi e memorabiliarelativi a quel determinato shooting. E ancora, la galleria fotografica DAVID BOWIE IS HIMSELF (David Bowie è se stesso), in genere messa a chiusura esposizione, qui diviene un corridoio collegato al successivo DAVID BOWIE IS WHERE ARE WE NOW (David Bowie è dove siamo ora), in cui col claim DAVID BOWIE IS RESPONSIBLE FOR A WHOLE NEW SCHOOL OF PRETENSIONS (David Bowie è responsabile di una nuova scuola di imitatori) è analizzata l’influenza di Bowie su arte, moda, danza, cultura (degni di nota due interessanti video d’introduzione: Jean Genie dallo show del 2009 “Come, Been and Gone”della Michael Clark Company e Ashes to Ashes nella messinscena David Bowie is Brooklyndatata 2016 della DCA di Philippe Decouflé con la bravissima Sophie Hunger). Anche la saletta dedicata a Bowie attore annunciata dal claim DAVID BOWIE IS WEARING MANY MASKS (David Bowie indossa molte maschere) non è più uno spazio chiuso, bensì un semplice schermo, con alcune panche davanti, posizionato nel corridoio in cui è stato allestito uno spazio finalmente e giustamente riservato a L’Uomo che Cadde sulla Terra. Tra i memorabilia del leggendario film di Roeg sono stati esposti un collage fotografico di David James, l’abito di Newton di cui sopra, il ciak usato nelle riprese, alcune note di scena e lo script originale rilegato a cui è stato magistralmente affiancato lo script personale del musical Lazarus con i post-it di Bowie!

David Bowie is Brooklyn David Bowie is Brooklyn David Bowie is Brooklyn David Bowie is Brooklyn David Bowie is Brooklyn David Bowie is Brooklyn David Bowie is Brooklyn David Bowie is Brooklyn

ALCUNI OGGETTI DI PARTICOLARE INTERESSE

Tra gli oggetti e i set-up più interessanti visti al Brooklyn Museum, segnalo i seguenti:

  • tre bozzetti scolastici realizzati tra il 1958 e il 1963, che testimoniano un David Jones ancora timido e solitario, come riportato nel commento rilasciato da Bowie nel 2002: “I was a kid that loved being in my room reading books and entertaining ideas. I lived a lot in my imagination, it was a real effort to become a social animal” (Ero un ragazzo che amava stare nella sua stanza a leggere libri e fantasticare.Ero immerso nel mio mondo, fu un grosso sforzo diventare un animale sociale). Da notare anche un biglietto da visita da lui disegnato per Dave and the Bowmen.
  • nella sezione dedicata a Space Oddity l’inserimento della riproduzione ingrandita del poster foldout del singolo Alabama Song / Space Oddity del 1980: una scelta non casuale perché qui oltre ai due video di Space Oddity del 1969 e del 1972 è stato incluso nella rotazione anche quello tratto dalla trasmissione TV del 1979 Dick Clark Salute To The Seventies in cui Bowie si esibiva in playback con la tuta col disco volante a mo’ di spilla firmata Burretti.
  • nella teca riservata al progetto del film di Diamond Dogs ripreso nel 1974 al Pierre Hotel di New York, alcune figurine in cartone realizzate da Bowie per i personaggi del film e il manoscritto iniziale della sceneggiatura con alcune indicazioni di regia e note sulle caratteristiche degli interpreti: DIAMOND DOGS – A FILM WRITTEN BY DAVID BOWIE.
  • il curioso adattamento realizzato per i 100 libri preferiti da Bowie che qui sono stati sistemati con i dorsi deiDavid Bowie is Brooklyn volumi in bella vista dentro un baule da viaggio vecchio stile.
  • sette dipinti in miniatura datati 1971 basati sugli arcani minori dei tarocchi (alcuni intitolati “Star”, “Moon”, “Earth”, “Death”, “Lovers”), realizzati da David su carta giapponese e montati su porta-diapositive da 35mm utilizzati come cornici. Le note della mostra ricordano come durante le performances del tour di Ziggy Stardust fossero proiettati spesso fondali di stelle e fotografie di personaggi come Mishima ed è probabile che fosse utilizzato questo sistema.
  • una fotografia di piccole dimensioni scattata da Coco Schwab sul set del film L’Uomo Che Cadde Sulla Terra durante la scena nella camera anecoica che avrebbe ispirato Bowie per la scelta della copertina di Station to Station.
  • nella sezione berlinese un menu disegnato da Bowie per il cenone di fine anno 1977 in cui si vedono due figure di spalle (forse lo stesso David e Iggy Pop) lungo un declivio o la riva di un fiume su cui è appoggiata la scritta 1977.
  • per il Sound + Vision Tour 1990 sono presenti le note della coreografia proiettata negli show con Louise Lecavalier e il set design della produzione con annotazioni e commenti.
  • le Polaroid scattate da Mick Haggerty per la copertina di Tonight e il disegno preparatorio, sempre di Haggerty, per Never Let Me Down.
  • LINE,la raccolta di 20 disegni realizzati da Bowie e Laurie Anderson nel 1995. David era convinto che Laurie potesse leggere la mente e le propose un esperimento di “disegno telepatico”: per 10 giorni i due artisti si telefonarono e disegnarono in silenzio nello stesso momento, scambiandosi via fax il risultato che, sorprendentemente, segnalò forti similitudini.
  • David Bowie is Brooklynla tabella del make-up di Pierre Laroche per il Diamond Dogs tour 1974.
  • l’anello a forma di lucertola realizzato da Brian Ward e le foto promozionali per Hunky Dory del 1971 in cui Bowie lo indossava.
  • nella saletta che riproduce uno studio di registrazione, al posto della serie di copertine degli album di Bowie che abitualmente tappezzavano una delle pareti, è stata scelta una sequenza a striscia di copertine di rari 45 giri e CD singles.
  • è stato evidenziato il video del 1972 di John, I’m Only Dancing di Mick Rock, proiettato su un piccolo schermo con l’aggiunta di estratti dalla trasmissione giapponese del1980 Floor Show.
  • i disegni preparatori per il pupazzo creato da Bowie e Mark Ravitz utilizzato nell’esibizione di Boys Keep Swinging al Saturday Night Live del 1979 e per il barboncino con la bocca a TV usato in “TVC15” nella medesima occasione.
  • teca con vario materiale della prima metà degli anni ’70: i bozzetti originali di Bowie per lo stage set del 1980 Floor Show(1973), il biglietto d’invito al Midnight Special, un bellissimo poster di Liam Coridan per lo show di Ziggy Stardust del 30 aprile 1972 alla Guildhall di Plymouth, una cartolina con il cartoon di Ziggy del 1972 e un annuncio pubblicitario per Rebel Rebel tratto da una rivista del 1974.
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THE AMERICAN BOWIE

Ovviamente, è stato dato molto spazio al Bowie americano: nella sezione DAVID BOWIE IS A SUCCESS IN NEW YORK abbiamo potuto ammirare il video del 1971 della visita di Bowie alla Factory di Andy Warhol, il programma dello show alla Carnegie Hall del 1972, alcuni memorabilia del film Basquiat e della produzione teatrale di The Elephant Man (tra cui il fondale dipinto a mano, lo scriptoriginale, note autografe e libretto di sala) e due notevoli disegni di scorci di strade di New York fatti da Bowie nel 1994 “risultato di un periodo di introspezione – in un momento in cui Bowie non era al centro della scena, vedeva il mondo da una nuova prospettiva, più meditativa, forse più astratta. New York è osservata attraverso un filtro, come le star dei film del passato”.
David Bowie is BrooklynUno dei pochi spazi chiusi, DAVID BOWIE IS FAMOUS, è stato quello dedicato al periodo soul con i video di Fame,Footstompin’ e Young Americans dalla trasmissione TV Soul Train, le foto e lo smoking della serata dei Grammy Awards 1975 ed un disegno datato 1974 fatto da John Lennon con la scritta “For video Dave, with love”. Ma è proprio in una teca di questa piccola sala che abbiamo avuto una delle più grandi sorprese di questa edizione della mostra, un disegno preparatorio fatto da Bowie nel 1975 per la copertina di Young Americans in cui compare quello che sembra un astronauta appena tornato sul nostro pianeta, con un razzo sullo sfondo: ebbene la figura abbozzata porta una benda sugli occhi ed ha in mano un libro! Tre degli oggetti fondamentali che ricorrono nelle ultime opere di Bowie (il razzo che compare nel musical Lazarus e che è  anche l’immagine finale nelle TV in vetrina del video di No Plan, la benda del protagonista Button Eyes dei video di Blackstar e Lazarus, il libro che compare anch’esso in questi due video) sorprendentemente riuniti in un singolo disegno! David sembra quindi aver ripreso per il suo ultimo capolavoro la tematica immaginata 40 anni prima per la copertina di “Young Americans”e che era collegata al progetto mai realizzato del film sul ritorno di Major Tom sulla Terra. Davvero da brividi….!
David Bowie is BrooklynInfine, la saletta imperdibile dedicata a Blackstar:DAVID BOWIE IS TEACHING YOU THAT THINGS ALWAYS CHANGE (David Bowie insegna che le cose continuano a cambiare). Circondata da pareti che diventano una galassia in cui spicca una grande stella bianca (!), una piccola teca ospita alcuni degli ultimi schizzi disegnati da Bowie, tutti relativi al video di Blackstar: due per il personaggio di Button Eyes, uno per quello che viene definito The Somnambulist (il personaggio che nel video di Lazarus indossa il costume a strisce bianche del 1974) e uno del libro nero con la stella. Ci sono anche i testi manoscritti del brano Blackstaril libro usato nel video, la scaletta prevista per l’album e un quaderno con gli schizzi  dello storyboard di Blackstar. Il commento finale riportato sulla parete recita: “L’immaginario e l’esplorazione dello spazio sono stati temi ricorrenti per David nella sua  visualizzazione della musica. Fin da Space Oddity nel 1969 – lo stesso periodo in cui l’astronauta William “Bill” Anders fotografava per la prima volta la Terra dallo spazio – Bowie presentò se stesso come l’astronauta Major Tom. Le sue esperienze in quel ruolo furono riprese nel 1980 con Ashes To Ashes, nel 1995 con Hallo Spaceboy e infine nel 2015 in Blackstar. Come in un film, uno show di Broadway, o una serie televisiva in cui l’attore protagonista è associato al ruolo che rappresenta, Bowie ha scritto storie e creato personaggi che saranno per sempre conosciuti come suoi. Major Tom, Ziggy Stardust, Halloween Jack e il Thin White Duke erano, singolarmente, altrettanto peculiari e pieni di significato come la musica, le parole e le immagini che lui aveva loro assegnato, e ci ricorderanno sempre DAVID BOWIE”.

David Bowie is Brooklyn David Bowie is Brooklyn David Bowie is Brooklyn

RECORDS & BOOKS

Anche per la mostra di New York, Parlophone ha stampato e pubblicato due vinili limitati: l’album David Bowie Live in Berlin 1978 in vinile arancione e il 45 giri in vinile argento Time / The Prettiest Star, acquistabili solo presso lo shop ufficiale del museo.
In occasione della fine della mostra è uscita anche un’edizione speciale a tiratura limitata del libro DAVID BOWIE IS che, oltre ad una nuova e bellissima veste grafica del catalogo già edito, comprende un secondo libro DAVID BOWIE IS FOREVER AND EVER, in cui sono state incluse foto e scritti relativi proprio ad oggetti  esibiti solo in questa esposizione.

David Bowie is Brooklyn David Bowie is Brooklyn

OUTRO

In attesa di conoscere se ci sarà l’intenzione in futuro di realizzare magari una mostra permanente dedicata a Bowie (da tempo si parla del nuovo V&A che sarà inaugurato il prossimo 15 settembre a Dundee, citato anche da Nicholas Pegg), non possiamo che essere riconoscenti a Victoria Broackes e Geoffrey Marsh per averci dato DAVID BOWIE IS, che ha  fornito a tutti quelli che l’hanno visitata un’occasione finora irripetibile di celebrare il nostro idolo, di scoprire cose mai viste, di sognare a occhi aperti e commuoverci, ma soprattutto di studiare e approfondire la carriera esemplare ed ancora fonte di sorprese di uno dei più grandi artisti della nostra epoca.

David Bowie is Brooklyn Blackstar Gallery:

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Welcome to the Blackout: give away http://velvetgoldmine.it/2018/07/welcome-to-the-blackout-give-away/ Sun, 15 Jul 2018 16:18:34 +0000 http://velvetgoldmine.it/?p=12669 Ve lo avevamo annunciato ed eccolo qui il nostro piccolo Give Away per tre fortunati di voi. Quando Welcome to the Blackout – Live in London ’78 è uscito lo scorso 29 Giugno ve lo avevamo annunciato: presto, in collaborazione con la Warner, avremmo organizzato un piccolo GiveAway per regalare tre copie dell’album. Ed eccoci …

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Ve lo avevamo annunciato ed eccolo qui il nostro piccolo Give Away per tre fortunati di voi.

Quando Welcome to the Blackout – Live in London ’78 è uscito lo scorso 29 Giugno ve lo avevamo annunciato: presto, in collaborazione con la Warner, avremmo organizzato un piccolo GiveAway per regalare tre copie dell’album.

Ed eccoci qui. Ma a chi regalare queste tre copie e come? Con un po’ di scelta e tanta fortuna.

Il primo step è rispondere a due semplicissime domande, giusto per dimostrarci che un minimo vi siete impegnati. Il secondo step è inviare le risposte alle due domande, entro la mezzanotte di Domenica 22 Luglio, all’indirizzo velvetgoldmine@velvetgoldmine.it avendo cura di riportare il proprio indirizzo di spedizione, in caso di vincita.

Il terzo step è … avere fortuna. Selezioneremo a caso, tra tutti coloro che avranno risposto correttamente alle due domande, i tre fortunati vincitori che riceveranno Welcome to the Blackout a casa propria.

Lunedì 23 Luglio annunceremo i vincitori.

Eccovi le domande:

  1. Il concerto è stato registrato anche su pellicola per un eventuale uscita come film. Il film non è mai uscito finora. Chi era il regista?
  2. Quale canzone non era mai comparsa in scaletta e fa, in questo concerto e su questo disco, la prima apparizione?

In bocca al lupo!

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Anniversario di VG: due anni nella Nuova Era http://velvetgoldmine.it/2018/07/anniversario-vg-due-anni/ http://velvetgoldmine.it/2018/07/anniversario-vg-due-anni/#comments Tue, 10 Jul 2018 11:54:16 +0000 http://velvetgoldmine.it/?p=12656 There’s Old Wave, there’s New Wave. And there’s Velvetgoldmine. Il 10 Luglio 2016, esattamente due anni fa, tornavamo online con una versione riveduta e corretta di Velvetgoldmine, riprendendo una storia che va avanti dal 1999. Tornavamo online con un post dal titolo “VG: A New Era” e la volontà di far tornare il sito quel …

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There’s Old Wave, there’s New Wave. And there’s Velvetgoldmine.

Il 10 Luglio 2016, esattamente due anni fa, tornavamo online con una versione riveduta e corretta di Velvetgoldmine, riprendendo una storia che va avanti dal 1999.

David Bowie Is foto
La Crew di VG, Paola Pieraccini e Daniele Federici

Tornavamo online con un post dal titolo “VG: A New Era” e la volontà di far tornare il sito quel punto di riferimento che è sempre stato per i fan italiani di Bowie. Ce l’abbiamo messa tutta, in questi 24 mesi, per infondere tutta la passione e la riconoscenza per il nostro mito.

E’ stato faticoso, lo ammettiamo, ma l’entusiasmo con il quale ci avete supportato ci ha dato carburante sufficiente a superare i momenti di stanchezza.

Siamo fieri della storia di VG, e orgogliosi del lavoro svolto finora e del successo ottenuto: perché i due compleanni del “nuovo” Velvetgoldmine restituiscono numeri ben più che lusinghieri. La media è di 45.000 visitatori unici al mese. In quanto a visite, sale a 60.000. Questo ci rende uno dei siti dedicati a Bowie più visitati al mondo, non solo in Italia.

Malgrado l’attività abbastanza sostenuta della pagina Facebook, solamente il 2% delle visite al sito proviene dai Social Network. Un sito quindi sano, ben presente sulla rete.

E il prossimo anno VG spegnerà le sue prime venti candeline. Vent’anni che hanno accompagnato noi ma anche molti di voi. Non possiamo che ringraziarvi per l’affetto dimostrato e per la fedeltà nel seguirci. Grazie anche a tutti i collaboratori: troppi per menzionarli uno ad uno.

Continueremo con la nostra filosofia: solo notizie importanti, poche ma buone.

Siamo così grati. E così orgogliosi.

E siamo anche emozionati che, alla domanda che ci fece David tanti anni fa “Dove sono i miei Velvetgoldminers?“, possiamo ancora rispondere: Qui. Siamo sempre qui.

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