Stage (1978)

Stage (1978)

Warsawa
“Heroes”
What In The World
Be My Wife
Blackout
Sense Of Doubt
Speed Of Life
Breaking Glass
Beauty And The Beast
Fame
Five Years
Soul Love
Star
Hang On To Yourself
Ziggy STardust
Art Decade
Alabama Song
Station To Station
Stay
TVC15

Nel febbraio 2005 Stage è stato ristampato con la scaletta originale del concerto, soprariportata, e con alcuni brani che non erano stati inclusi nella prima edizione.

Data di uscita:25 settembre 1978
Registrato alla Spectrum Arena, Philadelphia,
al Civic Center, Providence
e al New Boston Garden Arena

Prodotto da David Bowie e Tony Visconti

MUSICISTI
David Bowie
(voce, tastiere)
Carlos Alomar
(chitarra)
Dennis Davis
(percussioni)
George Murray
(basso)
Sean Mayes
(piano)
Adrian Below
(chitarra)
Simon House
(violino, mandolino)
Roger Powell
(tastiere, sintetizzatore)

CREDITS
Gilles Riberolles
(foto di copertina)

 

La recensione di Diamond Dog

1978: verso la fine del periodo berlinese. Questo è il live in cui più si può apprezzare la genialità interpretativa di David Bowie, che la ristampa del 2005 ci ha restituito, scoprendo uno delle maggiori performance di tutti i tempi. Le emozioni trasmesse dalla versatilità vocale del duca bianco di quel tour erano state ingiustamente oscurate nella prima edizione da una produzione scellerata e senza senso di Tony Visconti. Ripristinando la scaletta originale, resettando la follia cronologica della prima versione (si vivranno i tempi dilatati e riflessivi di pezzi strumentali come Warszawa, Sense Of doubt, Speed Of life, Art Decade; ci si sorprenderà davanti ad arrangiamenti tra il soul, il funky e improvvisazioni psichedeliche che elettrizzeranno di luce nuova brani come Be My Wife, Blackout, Breaking Glass, con un David Bowie strepitoso. Dilata, contrae ed esplode la sua verve vocale, dimostrando piena padronanza della sua voce quasi fosse uno strumento a fiato tra una tromba ed un sax, tra un clarinetto ed un oboe.
Qui “Heroes” diventa superiore a quella in studio perché è la canzone dell’interpretazione canora che si può dipanare solo in uno scenario live. Colori acidi e maledetti escono a tratti dal violino di Simon House. I brani più rock come Hang On To Yourself, Ziggy Stardust si vestono di funky emanando energia allo stato puro senza eguali. La cover di Alabama Song, in cui David Bowie forza la teatralità da musical, tipica della poetica brechtiana, rappresenta un’indimenticabile magica interpretazione e cancella la precedente cover morissoniana. Si giungerà ad una Stay senza fine travolta e trascinata in un groove intenso ed ipnotico.
In definitiva con Stage ascolterete i prodromi di quella musica che avrebbe dominato la scena del decennio successivo… David Bowie l’aveva già anticipata come un alieno caduto sulla terra.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi