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Reality (2003)

Reality (2003)

New Killer Star
Pablo Picasso
Never Get Old
The Loneliest Guy
Looking for Water
She’ll Drive the Big Car
Days
Fall Dog Bombs The Moon
Try Some, Buy Some
Reality
Bring Me The Disco King

Tutti i brani sono di David Bowie ad eccezione di Pablo Picasso composta da Jonathan Richman e Try Some, Buy Some scritta da George Harrison.

Data di uscita:15 settembre 2003
Registrato ai Looking Glass Studios, New York

Prodotto da David Bowie e Tony Visconti

MUSICISTI
David Bowie
chitarra, tastiere, stilofono, sax baritono,
percussioni, sintetizzatori, cori
Sterling Campbell
batteria
Gerry Leonard
chitarra
Earl Slick
chitarra
Mark Plati
basso, chitarra
Mike Garson
piano
Gail Ann Dorsey
basso, cori
Catherine Russell
cori
Matt Chamberlain
batteria in Bring Me To The Disco King
Tony Visconti
basso, chitarra, tastiere, cori
David Torn
chitarra
Mario J. Mcnulty
percussioni e batteria in
Fall Dog Bombs The Moon

 

CREDITS
Illustrazioni di Rex Ray
Fotografie di Frank W. Ockenfels
Progetto grafico della Barnbrook Design

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La recensione di Zowie

E’ stato davvero detto di tutto su questo album del duca, generalmente poco apprezzato dai suoi fans più attenti. Ma cosa significa Reality, realtà? Il disco, uscito in molte versioni, è una raccolta di canzoni, un album che, per stessa dichiarazione di Bowie, è nato con la funzione di fornire alla band nuovi brani da suonare dal vivo. Ben lontano dai progetti concept precedenti, l’album è un insieme di nuovi brani e di pezzi di altri riarrangiati, con un risultato nel complesso piacevole ma non eccelso. Il cd si apre con New Killer Star, unico singolo, una canzonetta da classifica con una debole linea di basso, la cui l’uscita in edizione DVD audio ne ha limitato la presenza alle basse posizioni della classifica; si prosegue con una versione frizzante di Pablo Picasso dei Modern Lovers, completamente stravolta rispetto all’originale. Never Get Old è un nuovo appello al tempo, che tanto ricorre nella produzione di Bowie, in cui il duca grida al mondo che vivrà fino alla fine dei tempi…. Fino a qui tutto bene, e sembra che, per quanto commerciale, l’album possa essere piacevole, ma a Mister Jones piace stupire… in bene e in male. Si apre infatti una discesa vertiginosa verso lo scontato e l’ovvio. The Loneliest Guy, una ballata priva di qualsiasi inventiva musicale, rimane a galla solo per un testo estremamente toccante. Poi una scelta sbagliata dietro l’altra: Looking For Water con brutti ricordi di Never Let Me Down, She’ll Drive The Big Car, pur avendo la lirica più di effetto dell’intero album, passa inosservata come la sua compagna Days. Bowie ha l’abitudine di riarrangiare pezzi di altri per i suoi album ma con Try Some, Buy Some ha scelto probabilmente la canzone meno significativa di George Harrison.
Reality ha il merito di non chiudersi con l’amaro in bocca, e infatti l’album si riprende nelle battute finali con la titletrack che nulla ha da invidiare a Baby Universal del periodo Tin Machine.
Il finale è portentoso: Bring Me The Disco King, un outtake di Black Tie White Noise, un brano dalle fortissime reminescenze jazz, il piano cristallino di Mike Garson su un loop di batteria con spazzole. L’album non è sicuramente tra i migliori della produzione di David Bowie; peccato i buoni testi siano stati sminuiti da arrangiamenti un po’ banali e poco curati.

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