Hours (1999)

Hours (1999)

Thursday’s Child
Something In the air
Survive
If I’m Dreaming My Life
Seven
What’s Really Happening

(David Bowie/Reeves Gabrels/Alex Grant)

The Pretty Things Are Going To Hell
New Angels Of Promise
Brilliant Adventure
The Dreamers

Tutti i brani sono stati scritti da David Bowie e Reeves Gabrels ad eccezione di quelli indicati

Data di uscita: 5 ottobre 1999
Registrato ai Looking Glass Studios, New York
e agli Seaview Studios, Bermuda

Prodotto da David Bowie e Reeves Gabrels

MUSICISTI
David Bowie
(voce, chitarra, tastiere)
Reeves Gabrels
(chitarra, cori)
Mark Plati
(basso, chitarre, sintetizzatori)
Mike Levesque
(batteria)
Sterling Campbell
(batteria in
Seven, New Angels Of Promise, The Dreamers)
Chris Haskett
(chitarra ritmica in If I’m Dreaming My Life)
Everett Bradley
(percussioni in Seven)

CREDITS
David Bowie
(art direction)
Tim Bret Day
(foto)

 

La recensione di Zowie

Coadiuvato dal suo ormai decennale collaboratore Reeves Gabrels, nel 1998 Bowie incomincia a riprendere fiato dal frastuono dell’Earthling tour e abbraccia nuovamente la chitarra acustica incominciando a comporre canzoni classiche.
Tutto parte da un progetto: il gioco Omikron – The Nomad Soul. A Bowie e Gabrels viene richiesta la colonna sonora per il nuovo gioco per PC della Eidos Interactive e proprio da qui nascono le idee cardine dell’album.
Bowie si chiude con Gabrels negli studi Seaview di Bermuda con già molti pezzi pronti da registrare.
Dopo gli eccessi sperimentali degli album precedenti, la linea compositiva e d’arrangiamento si sposta su un calibrato ed essenziale ritorno agli elementi e alle strumentazioni tradizionali.
Bowie stesso ci dice: “Quelli del gioco sono cantanti da strada, è dunque più logico un approccio cantautorale”.
L’album è un’esplorazione interiore, dell’io, non reale ma lirico; le tematiche, penetranti ed intime, con spunti di dialogo interiore, tendono ad entrare nel mondo parallelo del .
La prima traccia, Thursday’s Child, primo singolo azzeccatissimo, riassume le tematiche sull’idea del tempo, del rimpianto e dell’inadeguatezza dell’uomo che poi aleggeranno e verrano sviluppate nel corso di tutto l’album. Survive e Something In The Air analizzano vecchie relazioni finite male; If I’m Dreaming Of My Life e Seven ripercorrono l’idea proustiana della memoria e del tempo; What’s Really Happening, The Pretty Things Are Going To Hell e The Dreamers ribadiscono la fragilità dell’uomo che pur avendo l’esperienza degli anni rimane impotente contro l’avanzare del domani; Brilliant Adventure è una dolce ed evocativa traccia strumentale, e per finire, New Angels Of Promise, la diretta discendente di Sons Of The Silent Age di “Heroes”.
Il tutto viene condito da un andamento tra il rock e la ballata, forse non straordinariamente originale o sperimentale, ma sicuramente piacevole e coinvolgente.
Il disco è ricco di citazioni, e, spesso avvicinato ad Hunky Dory, si incontrano influenze anche da Low, “Heroes”, Scary Monsters e Earthling.
‘Hours..’ è l’album più simbolista-religioso della discografia di Bowie. Il nome stesso deriva dal libro delle ore, il prontuario religioso che scandisce con preghiere la giornata del fedele; si possono notare, nei testi, alcune parafrasi della Bibbia; per non parlare della copertina in cui Bowie con i capelli lunghi vestito da angelo tiene un altro Bowie in stile Earthling tra le braccia, come la Madonna tiene il Cristo nella celebre pietà (sicuramente oltre ad simbolo religioso è anche un annuncio ai suoi “devoti” della volontà di un nuovo cambiamento di stile musicale e d’immagine). Sul retro tre Bowie vestiti di nero (una trinità malefica?), in tre posizioni diverse che hanno ai piedi un serpente (il peccato?).
Il tour promozionale che seguì fu estremamente semplice: nessuna scenografia, minimalismo nell’abbigliamento, e Bowie si mostrò con un atteggiamento confidenziale e di dialogo con il pubblico, raccontando aneddoti del suo passato con l’aria ormai tranquilla di uomo in pace con sé stesso.
E’ un’opera intima, unitaria e sicuramente un album meno elitario dei precedenti, un ritorno, saggio e maturo, alle origini della propria carriera.

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