Home / Bowie in Italia / Bowie a Monsummano Terme Luglio 1969

Bowie a Monsummano Terme Luglio 1969

Bowie a Monsummano Terme 1969Il primo passaggio di David Bowie in Italia risale al 1969, quando partecipò, accompagnato dal suo manager di allora Kenneth Pitt, al Premio Internazionale del Disco a Monsummano Terme (Pistoia), vincendo con When I Live My Dream il premio per la migliore produzione. L’evento è del 31 luglio 1969 e la performance di Bowie ebbe luogo al Teatro Primeo, di ritorno dal Festival Internazionale di Malta. telegramma Bowie a Monsummano Terme 1969
Di quel passaggio riportiamo la cronaca dell’evento pubblicata da Kenneth Pitt nel suo volume The Pitt Report (Omnibus Press, 1985) e tradotta in italiano in David Bowie, Interviste Storie e Mutamenti (Arcana 1986) e un più recente resoconto apparso sul quotidiano “Il Tirreno” nel 1997.
Testimonianza di quel trasferimento il telegramma che David inviò da Malta a Angie, probabilmente per indicarle il luogo di pernottamento a Monsummano; il testo infatti riporta “TOWN MONSUMMANO TERME 30TH SMALL TOWN TWO HOTELS LOVE BOWIE”.

 

Da “Bowie, Interviste Storie e Mutamenti”, Arcana 1986
(da “The Pitt Report” – Omnibus Press 1985)


Pitt Report Bowie a Monsummano Terme 1969Il 30 luglio
 volammo tutti a Roma, prima tappa del viaggio verso Monsummano Terme, in provincia di Pistoia, dove la JB aveva fatto modo che il festival si ripetesse. Salimmo su un pullman per percorrere quella che immaginavo fosse una distanza ragionevole, la quando si scoprì che il viaggio notturno sarebbe durato sei ore ci furono rabbiose proteste. Non c’era altro da fare che sistemarsi il meglio possibile e sperare di dormire un po’. Il primo ad addormentarsi fu David, con la testa appoggiata sulla mia spalla, poi toccò a me. Arrivammo a Monsummano Terme alle prime luci del giorno e ci fermammo all’Hotel Reale dove erano state riservare le nostre stanze. David mi aveva già detto che c’era la possibilità che Angela ci raggiungesse nel suo viaggio verso Cipro dove si trovavano i suoi genitori: Guarda caso, lei era lì. “E’ bello vederti, Angie,” le disse David quando apparve. Monsumanno è una piccola città famosa per le sue terme e la Grotta Giusti. La visita alla città non è completa se non si è provato il calore delle grotte e se non si sono gustate le sue acque, notoriamente salutari. Chi soffre di una qualsiasi malattia si sottopone a lunghi trattamenti in questo stabilimento di bagni termali; noi dovevamo passarci circa un’ora, ed era più che sufficiente….. Tutte queste escursioni contribuivano a distrarci dalla triste realtà del festival italiano: il Carosello Internazionale del Disco. Era stato convenuto che ogni cantante avrebbe cantato una canzone con l’accompagnamento musicale fornito dall’organizzatore locale e poi avrebbe cantato sulla pista registrata di uno dei propri dischi. David aveva con sé la pista di When I Live My Dream. Quando entrammo in una sala per registrare con il gruppo, scoprimmo che era composto soltanto da tre musicisti che non erano in grado di leggere la musica. Non avrebbero mai potuto accompagnare i cantanti neppure con un grande sforzo immaginativo, ma ormai il concerto era fissato per la serata e bisognava pure fare qualcosa. Passammo al vaglio tutti i cantanti per trovare un sostegno e stendemmo un elenco di informazioni sui loro talenti reconditi. La maggior parte di loro sapeva suonare uno strumento, come del resto molti tra gli accompagnatori. E così ogni cantante poteva avere un accompagnamento ragionevolmente efficiente. Ma comunque bisognava abbandonare il programma originario ad anche l’aspetto competitivo dello spettacolo. Anche le piste già registrare si rivelarono una manna Dio. Mentre eravamo tutti riuniti nell’ingresso dell’hotel, in attesa di raggiungere il teatro, David e Angela iniziarono a scendere lentamente l’ampio scalone. Era un’apparizione di grande effetto che provocò grande eccitazione. I capelli di David erano striati di nero e tenuti insieme da un nastro di velluto nero. Indossava una magnifica camicia vecchio stile che Angela aveva trovato per lui al mercato di Portobello Road: Angela indossava un lungo abito diafano e sottile, così trasparente che si poteva vedere chiaramente che sotto non portava nient’altro che un paio di slip. Mentre ci dirigevamo verso il teatro, con Angela e David alla testa del gruppo, sembravamo più una bizzarra congrega nuziale che i partecipanti ad un festival di musica internazionale. Per capire meglio l’effetto che provocavamo sulla popolazione locale bisogna ricordare che ci trovavamo in una piccola comunità italiana molto chiusa, in cui ogni pensiero ed ogni azione erano modellati sulla secolare tradizione Cattolica Romana…… Quella sera a teatro il nostro accompagnamento era poco superiore al minimo indispensabile per una festa, ma probabilmente quella fu la notte più eccitante che la gente del posto abbia mai trascorso. Tutti i biglietti erano stati venduti e ogni artista ricevette applausi entusiasti. Per quel che riguarda David, ai loro occhi era il biondo Shelley, il poeta inglese che aveva colpito i loro cuori più di un secolo prima e che era annegato nella vicina La Spezia e le cui ceneri erano sepolte a Roma come quelle di Keats. Prima di ritornare a casa Francesco Figueras, il delegato spagnolo, mi prese da parte per dirmi che lui e gli altri delegati erano dell’opinione che David avrebbe dovuto ricevere un premio di riconoscimento per il suo contributo al successo del festival. Li aveva impressionati tutti con la sua cordialità, la sua disponibilità ad aiutare e la sua indiscutibile arte. Venne proposto di creare una categoria speciale, quella del disco meglio prodotto, e per decisione unanime il premio andò a David per When I Live My Dream, che senza dubbio era il disco meglio prodotto presente al festival. Naturalmente fui d’accordo, e David vinse il trofeo che pochi giorni dopo avrebbe avuto tanta importanza nella sua vita.

 

Da “Il Tirreno”, mercoledì 22 Gennaio 1997It Tirreno Bowie a Monsummano Terme 1969(Courtesy of Andrea Gem)

Un inedito negli anni giovanili del celebre cantante inglese.
Bowie l’incompreso.
Quel ’69 a Monsummano.

Cantò quello che sarebbe divenuto un suo brano famoso, ma fu ignorato dalla critica di Andrea Rocchi

MONSUMMANO Un paio di jeans scuri, una maglietta bianca, una chitarra acustica sulle spalle: lo ricordano così mentre dalla piazza Giusti di Monsummano andava a piedi, sotto il sole, fino al calzaturificio Fiorella, al confine con Pieve a Nievole. Incuriosiva la sua andatura dinoccolata, il suo sguardo comunicativo. Si vedeva lontano un miglio che era straniero. Questo ragazzo acqua e sapone di Brixton, quartiere povero nel sud-ovest di Londra, che non spiccicava una parola in italiano, si chiamava David Robert Jones. Ma il suo nome d’arte era David Bowie. Era arrivato a Monsummano per partecipare al primo Festival Internazionale, un concorso canoro organizzato dal circolo culturale “Giuseppe Giusti” e dall’Oscar di Malta, organizzazione che aveva già allestito festival musicali nell’isola. A Londra, 20 giorni prima, aveva appena concluso la registrazione ufficiale di “Space Oddity”, un Lp che s’ispirava al capolavoro di Stanley Kubrick “2OO1 odissea nello spazio”. Il disco era stato accolto tiepidamente dagli inglesi. Bowie aveva 22 anni. Era appena agli inizi. Di Monsummano non sapeva nulla, solo che era la città che aveva dato i natali a Ivo Livi (in arte Yves Montand) e che qui si fabbricavano scarpe. Buone scarpe. Fu ingaggiato dai Maltesi – per cui aveva cantato pochi mesi prima – che ancora suonava nei locali, in piena epoca della contestazione giovanile. Erano gli anni in cui lavorava, non senza difficoltà, per la casa discografica Kenneth Pitt ltd di Londra. Sperimentava canzoni. Timido, un po’ spaesato, arrivò nella città delle scarpe, nell’estate torrida del ’69 per presentare “Ragazzo solo, ragazza sola”, la versione in italiano di “Space Oddity”. Gli organizzatori del concorso di lui sapevano pochissimo. Era uno come tanti. Un ribelle inglese, un “po’ strano”, con una curiosa voce metallica. Gli affidarono, come sponsor, il calzaturificio Fiorella (erano gli anni in cui il mercato delle scarpe conosceva un periodo florido). L’azienda gli offrì il soggiorno, e lui diventò per tre giorni il paladino della calzatura e l’idolo delle ragazzine del posto che gli scodinzolavano intorno ogni qualvolta si spostava dallo chalet davanti al municipio (dove si cantava) per recarsi in albergo. Non sapevano chi fosse, eppure era un personaggio che incuriosiva da morire. Il festival, quell’estate, era presentato da Daniele Piombi. C’erano 15 cantanti, tutti molto giovani e agli albori della carriera. Tra questi l’argentino Ricardo Ceratto, la francese Sabrina, Franco Valori che rappresentava i nostri colori, la spagnola Maria del Carmen, più conosciuta come Cristina. Fu proprio questa giovanissima catalana, a sorpresa, a conquistare il trofeo, quel sabato 3 agosto del ’69. David Bowie si piazzò secondo, ricevendo però il “Disco d’oro”, un riconoscimento destinato ai talenti emergenti. Cantò in un italiano un po’ rabberciato il pezzo intitolato “Ragazzo Solo, Ragazza Sola”. Racconta Cristina Magrini, figlia di Alfio (l’organizzatore del concorso, un radiologo con il pallino del teatro e dello spettacolo), che il testo assomigliava molto a quello che negli anni successivi sarebbe diventato un grandissimo successo: “Space Oddity”. Ne era, del resto, la versione italiana anche se molto arrangiata. La gente applaudì, ma la critica praticamente lo ignorò. Eppure, solo 4 anni dopo quel concorso, David Bowie diventò l’idolo musicale di mezzo mondo. La sua popolarità esplose letteralmente con “Ziggy Stardust” e col Tour in cui Bowie si presentò nei panni di un androgino spaziale, vestito di tute luccicanti e truccatissimo in volto. Cantava e recitava sul palco (era stato allievo di Lindsay Kemp): una figura trasgressiva ed una voce che conquistarono presto i giovani di tutto il mondo. Oggi a Monsummano, Bowie rimane il ragazzino con la chitarra che faceva chilometri a piedi per andare al Calzaturificio Fiorella. Nessun autografo, poche foto. Solo la gioia di dire: “L’abbiamo conosciuto”.

N.d.r.: in realta David Bowie non presentò “Ragazzo solo, ragazza sola”, bensì “When I Live My Dream”.

 

Se avete altre informazioni o materiale che riguardano gli eventi descritti in questa pagina  scrivete a velvetgoldmine@velvetgoldmine.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi